Roma, 30 novembre 2021 - Non si arresta la corsa dell'inflazione in Italia e in Europa. A novembre, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) accelera nuovamente nel nostro Paese registrando un +3,8% su base annua e "portandosi a un livello che non si registrava da settembre 2008". A rilevarlo è l'Istat  nelle sue stime preliminari: lo scorso mese si era registrato un incremento del 3%. L'inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, sale a livelli che non si vedevano da marzo 2013. Il boom si deve soprattutto all'ormai inarrestabile crescita dei prezzi dei beni energetici con l'accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre. E in Eurozona si registra un dato record: a novembre la crescita su base annua è del 4,9%, valore più alto mai registrato da quando esistono le rilevazioni Eurostat. 

Sommario

I dati Istat

In base alle stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) fa segnare un aumento dello 0,8% su base mensile e del 4,0% su base annua (da +3,2% di ottobre). L'inflazione acquisita per il 2021 (ovvero quanto aumenterebbe l'indice dei prezzi se l'anno terminasse ora) è pari a +1,9% per l'indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. A traniare la nuova accelerazione, conferma l'Istat, è sempre in larga parte il boom dei Beni energetici (da +24,9% di ottobre a +30,7%) e, in particolare, a quelli della componente non regolamentata (da +15,0% a +24,3%), mentre la componente regolamentata, pur mantenendo una crescita molto sostenuta, registra un lieve rallentamento (da +42,3% a +41,8%).

Accelerano rispetto al mese di ottobre, ma in misura minore, anche i prezzi dei Beni alimentari sia lavorati (da +1,0% a +1,7%) sia non lavorati (da +0,8% a +1,5%) e quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,4% a +3,6%).  L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe da +1,1% di ottobre a +1,4%. Su base annua accelerano sia i prezzi dei beni (da +4,2% a +5,3%) sia quelli dei servizi (da +1,3% a +1,7%).

Ma non è tutto, perché l'Istat sottolinea come le tensioni inflazionistiche si propaghino anche in altri comparti, seppur in misura contenuta. L'aumento si riflette, in particolare, sui beni alimentari e i Servizi relativi ai trasporti. Avanza, nel dettaglio, il cosiddetto carrello della spesa con i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona che passano dal +1,0% al +1,4%, e aumentano anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +3,1% a +3,8%).

Inflazione Eurozona

Italia a parte, l'inflazione sale anche in Eurozona. Si passa dal +4,1% di ottobre al +4,9% di novembre. Si tratta di un balzo record, mai registrato dall'inizio delle serie statische di Eurostat, oltre 20 anni fa. Su base mensile l'incremento dei prezzi nel complesso è stimato allo 0,5%, mentre esclusa l'energia l'inflazione è al 2,5% annuo, dal 2,0% di ottobre, e allo 0,1% mensile. La crescita annua dei prezzi dell'energia si impenna al 27,4%, dal 23,7%, mentre i prezzi dei servizi crescono del 2,7% dal 2,1% di ottobre, i beni industriali esclusa l'energia vedono un incremento dei prezzi del 2,4% dal 2,0% di ottobre e alimentari, alcol e tabacco aumentano del 2,2% dall'1,9% di ottobre.

Draghi sulle bollette

I prezzi dei beni energetici volano e il Governo "è pronto a intervenire di nuovo" per arginare il caro bollette. A dirlo il premier Mario Draghi, intervenendo all'evento 'Lavoro ed Energia per una transizione sostenibile'. "Per limitare i rincari nel breve periodo e aiutare in particolare le famiglie più povere, abbiamo stanziato 1,2 miliardi di euro a giugno e oltre 3 miliardi a settembre - ricorda -. Interveniamo in legge di bilancio e siamo pronti a continuare a farlo, con particolare attenzione per le fasce più deboli. Abbiamo chiesto alla Commissione europea di studiare soluzioni di medio periodo, ad esempio sul tema dello stoccaggio, per limitare le fluttuazioni di prezzo e i rischi per imprese e cittadini".

"La delegazione della Lega ha espresso al presidente del Consiglio Mario Draghi forte preoccupazione per il caro-bollette, che rischia di ridimensionare i vantaggi del taglio delle tasse, suggerendo di intervenire recuperando risorse dalla riforma del Reddito di Cittadinanza. L'obiettivo della Lega è aiutare in modo concreto famiglie e imprese, mantenendo il sussidio solo per alcune categorie ben precisate». È quanto si legge in una nota al termine dell'incontro a Palazzo Chigi sulla manovra.

Perché l'inflazione sta correndo

Una corsa oltre le stime. Il boom dell'inflazione viene preso seriamente dalle istituzioni europee con la Bce che pubblica l'intervista rilasciata dal vicepresidente Luis de Guindos al quotidiano francese Les Echos. "Le prospettive per l'andamento dei prezzi non sono del tutto chiare - spiega -. Quel che è certo è che i fattori alla base dell'alto tasso di inflazione che stiamo vivendo non dureranno, e dovremmo vederli svanire il prossimo anno"

De Guindos ammette: "Abbiamo sottovalutato gli sviluppi dell' inflazione nel 2021. Non solo la Bce, ma tutti i previsori. La Commissione europea ha pubblicato le sue proiezioni economiche due settimane fa e ha rivisto al rialzo i dati sull' inflazione".

Tutti spiazzati quindi, Bce in primis. Ma cosa ha portato questo aumento oltre le stime? Secondo De Guindos la ragione va trovata negli "effetti di base legati ai problemi di approvvigionamento e ai costi energeticiche sono stati "più forti di quanto previsto". La crisi del trasporto merci, quindi, e la grande corsa alle materie prime quando il mondo si è rimesso in moto post grandi ondate di Covid.  Un'accelerazione violenta arrivata mentre le riserve di gas, giusto per citare un bene energetico che è schizzato, erano esaurite dopo un inverno 2020 particolarmente rigido. Questi 'colli di bottiglia', aggiunge de Guindos, potrebbero durare più del previsto, anche nel 2022.  Ne consegue che "c'è il rischio che l'inflazione non scenda così rapidamente" come si era stimato.

E alla domanda se l'inflazione potrebbe diventare incontrollabile, il vicepresidente risponde che nell'attuale incertezza è fondamentale esaminare le aspettative sui prezzi, per vedere a quale livello si stabilizzeranno. "Per il momento, sono leggermente al di sotto del nostro obiettivo di inflazione del 2%, il che è ampiamente rassicurante", dice. "Ma dobbiamo rimanere vigili per evitare effetti di secondo impatto attraverso i salari. In tal caso, la tendenza al rialzo dell'inflazione potrebbe essere più duratura. Non abbiamo ancora visto tali effetti. Tuttavia, va notato che a causa della pandemia, la maggior parte delle trattative salariali è stata rinviata alla fine del 2021 e all'inizio del 2022. Quindi dovremmo stare molto attenti".