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1 lug 2022
1 lug 2022

Inflazione record in Italia, torna ai livelli degli anni '80: +8% su base annua

In Italia indice dei prezzi al consumo +1,2% su base mensile: +8,3% sul "carrello della spesa". Il documento completo in Pdf

1 lug 2022

Roma, 1 luglio 2022 - Vola l'inflazione, arrivata a livelli record che non si vedevano dal 1986: +8,6% a giugno e l'8% su base annua. Continua ad aumentare  l'inflazione nell'Eurozona e si rafforzano così le aspettative di un rapido aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea da luglio in poi. Anche in Italia i prezzi al consumo , su base annua, volano ai massimi da 36 anni.

Nel dettaglio la stima flash dell'Eurostat indica un altro record toccato a giugno dell' inflazione, l'8,6%. A maggio il tasso annuo era all'8,1%. L'energia, spinta dalle perturbazioni dei mercati per la guerra in Ucraina , continua a trainare gli altri settori. Il tasso energetico è al 41,9%, rispetto al 39,1% di maggio, seguita da cibo, alcol e tabacco (8,9%, rispetto al 7,5% di maggio), beni industriali non energetici (4,3%, contro il 4,2% di maggio) e servizi (3,4%, contro il 3,5% di maggio).

Inflazione, volano i prezzi. L'interno di un supermercato a Roma (Ansa)

A livello di Stati, gli unici cali dei tassi di inflazione vengono registrati in Germania (8,2% dall'8,7%) e Paesi Bassi (9,9 dal 10,2). I livelli più alti vengono confermati nei Baltici: Estonia 22%, Lituania 20,5% e Lettonia 19%. Tra i big la Francia resiste al 6,5%, mentre la Spagna vola al 10%. Tra i peggiori la Grecia con il 12%.

In Italia l' inflazione è in forte accelerazione : secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell'1,2% su base mensile (dal
+0,8% di maggio) e dell'8,0% su base annua (da +6,8% del mese precedente).

Il documento completo in Pdf

L'Istat

"A giugno - commenta l'Istat - l'inflazione accelera di nuovo salendo a un livello (+8,0%) che non si registrava da gennaio 1986 (quando fu pari a +8,2%). Le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai Beni energetici agli altri comparti merceologici, nell'ambito sia dei beni sia dei servizi . Pertanto, i prezzi al consumo al netto degli energetici e degli alimentari freschi (componente di fondo; +3,8%) e al netto dei soli beni energetici (+4,2%) registrano aumenti che non si vedevano rispettivamente da agosto 1996 e da giugno 1996".

Nello stesso tempo, l' accelerazione dei prezzi degli alimentari, lavorati e non, spingono ancora più in alto la crescita di quelli del cosiddetto "carrello della spesa"  (+8,3%, mai così alta da gennaio 1986, quando fu +8,6%).

L'Istat spiega che l'ulteriore aumento della crescita su base tendenziale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente da una parte ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da +42,6% di maggio a +48,7%) e in particolare degli energetici non regolamentati (da +32,9% a +39,9%; i prezzi dei beni energetici regolamentati continuano a registrare una crescita molto elevata ma stabile a +64,3%), e dall'altra a quelli dei beni alimentari, sia lavorati (da +6,6% a +8,2%) sia non lavorati (da +7,9% a +9,6%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,4% a +5,0%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +6,0% a +7,2%).

L'aumento congiunturale dell'indice generale è dovuto a diverse componenti e in particolare ai prezzi dei beni energetici non regolamentati (+6,0%), dei servizi relativi ai trasporti (+2,0%), degli alimentari lavorati (+1,7%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,3%) e dei beni non durevoli (+0,7%). L' inflazione acquisita per il 2022 è pari a +6,4% per l'indice generale e a +2,9% per la componente di fondo

Confcommercio

"Il dato sull'andamento dei prezzi rappresenta un ulteriore salto indietro nel tempo , con valori così elevati, sia in termini di profili mensili sia annuali, che non si registravano dalla fine degli anni '80, e non consola sapere che il dato italiano è allineato a quanto si rileva nel complesso dell'area euro (+8,6% tendenziale a giugno)". È questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio alla stima provvisoria dei prezzi a giugno diffusa dall'Istat. È "sempre più concreta la possibilità di un'inflazione, nella media del 2022, superiore al 7% e di un rientro molto graduale nel 2023. Se, al momento, gli effetti sui consumi appaiono ancora limitati - conclude Confcommercio - è molto probabile che da settembre le famiglie saranno costrette a una selezione degli acquisti, con gravi effetti negativi sui consumi e, quindi, sul Pil".

Confesercenti

"La corsa dei prezzi e le aspettative inflazionistiche rischiano di pesare come un macigno sui consumi delle famiglie e sulla crescita. L' inflazione a giugno tocca, infatti, un nuovo preoccupante record della storia recente, con
un balzo dell'8% su base tendenziale". Così Confesercenti  commenta i dati Istat, in una nota. "L' inflazione acquisita ha raggiunto il 6,4%, con il pericolo concreto che possa superare anche la stima del 6,8% - assunta anche a livello europeo dalla Bce". Per Confesercenti è "fondamentale non alimentare la percezione di 'ineluttabilità' di questi aumenti nel tempo: il consolidarsi di previsioni inflazionistiche è, purtroppo, una profezia che facilmente si autoavvera, con pericolose conseguenze a catena che rischiano di travolgere il potere d'acquisto delle famiglie  e dunque i consumi e l'economia del Paese. Salvaguardare la domanda interna è la priorità" ed è anche "sempre più urgente e necessario trovare un'intesa a livello europeo per fermare la corsa dei prezzi di energia e gas".

 

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