Inflazione, foto generica (Ansa)
Inflazione, foto generica (Ansa)

Roma, 16 novembre 2021 - Nuova impennata dell'inflazione in Italia: a ottobre aumenta per il quarto mese consecutivo, dalla variazione negativa di dicembre 2020 si è raggiunto un livello di crescita "che non si registrava da settembre 2012 (quando fu pari a 3,2%)". A rilevarlo è l'Istat che stima a ottobre un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,0% su base annua (+2.5% rispetto al mese precedente) dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi. La stima preliminare era +2,9%. Al momento siamo a +1,8% di inflazione acquisita per l'indice generale nel 2021 e un +0,8% della componente di fondo che viene calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi. E sono proprio i prezzi dei beni energetici ad aver spinto all'insù l'inflazione, con un aumento - seppur in misura minore - anche dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti a ottobre su settembre. A interpretare risvolti e conseguenze di questi aumenti sono Confesercenti e Codacons che stimano rispettivamente un forte impatto sul volume dei consumi e una stangata da 922 euro annui per una famiglia "tipo". Un combinato allarmante che solleva nubi minacciose sullo shopping di Natale. 

Sommario

Dove si muvono i prezzi

Ma quali sono i settori dove l'inflazione sta maggiormente galoppando? A livello tendenziale (ovvero rispetto allo stesso mese del 2020)  i prezzi dei Beni energetici sono passati dal +20,2% di settembre a +24,9% a ottobre: quelli della componente regolamentata da +34,3% a +42,3% e i prezzi di quella non regolamentata da +13,3% a +15,0%.

Accelerano rispetto al mese di settembre, ma in misura minore, anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +2,4%). L'"inflazione di fondo" sale nel mese in esame da +1,0% a +1,1%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +1,1%.

Quanto invece all'aumento congiunturale (rispetto al mese precedente) dell'indice generale l'Istat spiega che è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+17,0%) e solo in misura minore a quella dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+1,0%) e degli Alimentari non lavorati (+0,7%).

Diminuiscono, invece, per ragioni che dipendono per lo più a fattori stagionali, a differenza dell'aumento che si registra a livello tendenziale, i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,7%). Giù anche i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,3%).

Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +3,6% a +4,2%), mentre la crescita di quelli dei servizi è stabile (+1,3%). Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,0%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +2,6% a +3,1%). L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dello 0,9% su base mensile e del 3,2% su base annua (da +2,9% di settembre); la stima preliminare era +3,1%

Prezzi carburanti

Andiamo allora a vedere quali sono i prezzi rilevati sui carburanti, tra le principali componenti che trainano l'inflazione. Il brent è in ripresa verso gli 83 dollari mentre in calo sono le quotazioni dei prodotti raffinati.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta Quotidiana, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti:
benzina self service a 1,749 euro/litro (invariato, compagnie 1,755 pompe bianche 1,734)
diesel a 1,615 euro/litro (invariato, compagnie 1,619, pompe bianche 1,604)
benzina servito a 1,879 euro/litro (+1 millesimo, compagnie 1,922, pompe bianche 1,788)
diesel a 1,752 euro/litro (invariato, compagnie 1,797, pompe bianche 1,659)
gpl servito a 0,830 euro/litro (invariato, compagnie 0,838, pompe bianche 0,821)
metano servito a 1,655 euro/kg (invariato, compagnie 1,722, pompe bianche 1,599)
Gnl 2,169 euro/kg (+15, compagnie 2,172 euro/kg, pompe bianche 2,166 euro/kg).  






Questi i prezzi sulle autostrade:
benzina self service 1,837 euro/litro (servito 2,048)
gasolio self service 1,715 euro/litro (servito 1,952)
Gpl 0,927 euro/litro, 
metano 1,943 euro/kg
Gnl 2,224 euro/kg




Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri:
benzina a 502 euro per mille litri (-4, valori arrotondati)
diesel a 512 euro per mille litri (-8, valori arrotondati).

Questi i valori comprensivi di accisa:
benzina a 1.230,29 euro per mille litri
diesel a 1.129,65 euro per mille litri.

Confesercenti

Questi dati spingono la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, a lanciare l'allarme: "La maggiore inflazione potrebbe sottrarre, in 2 anni, 9,5 miliardi di euro di consumi: circa 4 miliardi quest'anno e 5,5 miliardi del 2022", dice la De Luise sottolineando che "la ripresa dei consumi sarà più lenta di quella del Pil". E aggiunge: "A fine 2022 il volume dei consumi potrebbe rimanere al di sotto del livello pre-pandemico, con uno scarto residuo di circa 20 miliardi". La conclusione: "La pandemia ha impoverito gli italiani. A fine 2021 il reddito medio delle famiglie sarà ancora 512 euro inferiore ai livelli pre-crisi". Tra le conseguenze della pandemia c'è anche quindi  una prudenza nei consumi che si traduce in una perdita "fra 35 e 40 miliardi annui".

Codacons

Secondo il Codacons, in base ai dati diffusi oggi dall'Istat, per i consumatori si prospetta una stangata pari a +922 euro annui. ''Siamo in presenza di una vera e propria emergenza prezzi, con l'inflazione che ad ottobre si impenna al +3% realizzando una pesante stangata pari a +922 euro su base annua per la famiglia ''tipo'' - denuncia il presidente Carlo Rienzi - Si tratta dei valori più alti registrati negli ultimi 9 anni, un andamento al rialzo che conferma purtroppo i nostri allarmi e che proseguirà nelle prossime settimane''. 

"A trainare i prezzi, ancora una volta, il caro-energia, con le bollette di luce e gas che hanno subito enormi rincari ad ottobre, e la corsa senza sosta dei listini dei carburanti, che oggi costano alla pompa il 30% in più rispetto allo scorso anno - prosegue Rienzi - Siamo in presenza di un vero e proprio allarme Natale, perché il rialzo dei listini al dettaglio eroderà il potere d'acquisto delle famiglie determinando tagli sul fronte dei consumi legati alle festività, con i cittadini che reagiranno ai rincari riducendo la spesa''.