Jens  Weidmann, presidente della Bundesbank (Foto Imagoeconomica)
Jens Weidmann, presidente della Bundesbank (Foto Imagoeconomica)

Berlino (Germania), 28 ottobre 2021 – L’incubo dell’inflazione turba i sonni dei risparmiatori tedeschi. Il livello dei prezzi, infatti, continua a crescere da mesi, e ha raggiunto a ottobre un nuovo record: +4,5%. Un picco che non si toccava dal 1993, secondo quanto segnala l’istituto di statistica federale di Wiesbaden. A settembre, invece, il tasso si era fermato al 4,1%.

Perché in Germania aumenta l'inflazione

In luglio la Bundesbank prevedeva un approdo al 5% entro fine anno. Ci siamo quasi. Ad ogni modo, secondo la banca centrale tedesca, non è il caso di allarmarsi. L’inflazione, spiegava il presidente Jens Weidmann al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, “è riconducibile soprattutto a effetti transitori, tra i quali i prezzi dell’energia e delle materie prime e alla fine delle riduzione temporanea dell’imposta sul valore aggiunto dell’anno scorso”.

In effetti, a Berlino e dintorni pesa la nuova tassa ecologica sulla CO2, in vigore da gennaio, che traina i prezzi di benzina, gasolio e olio combustibili. Inoltre, come accaduto anche in Italia, la pandemia ha determinato difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime, che di conseguenza hanno cominciato a costare di più.

Weidmann, comunque, ritiene che i tassi “diminuiranno sicuramente di nuovo in modo significativo nel corso del tempo, anche se il percorso futuro dell’inflazione resta incerto”.

Gli effetti sull'Eurozona

Al di là dell’aumento dei prezzi dei prodotti tedeschi, il rischio maggiore per l’Eurozona è che cresca la pressione sulla Banca centrale europea: è possibile, nonostante l’eccezionalità della situazione determinata dal Covid, che politica, banche e Bundesbank provino a spingere la Bce ad aumentare i tassi di interesse. Alle porte, dunque, ci potrebbe essere una politica economica meno espansiva.

L'inflazione nell'Eurozona "sta crescendo, innanzitutto a causa dei prezzi dell'energia" e "per la ripresa della domanda" ma è "prevista declinare l'anno prossimo", ha dichiarato oggi la presidente della Bce, Christine Lagarde, in conferenza stampa. Staremo a vedere.

La crisi degli anni '20 in Germania

La crescita dell’inflazione, in Germania, riporta alla mente periodi drammatici che, sia chiaro, nulla hanno a che vedere con il contesto socio economico attuale. Negli anni ‘20 del Novecento i prezzi schizzarono alle stelle raggiungendo il 662,6% annuo. Nel novembre 1923 il marco valeva un bilionesimo di quanto valesse nel 1914. L’impoverimento dell’economia affossò la fragile Repubblica di Weimar spianando la strada all’avvento al potere di Adolf Hitler, l'”uomo forte” capace di tranquillizzare la popolazione e riportare l’ordine nelle strade. I metodi e le conseguenze li conosciamo bene. I tedeschi anche meglio di noi.