di Andrea Telara

Veneto, Puglia, Croazia, Grecia e Albania. Sono le regioni e i paesi coinvolti dal progetto Interreg Adrion - Future 4.0, che ha operato per tre anni con un obiettivo: fronteggiare le sfide portate in dote dalla cosiddetta Quarta rivoluzione industriale, cioè quel processo di innovazione che certi settori produttivi stanno vivendo grazie all’applicazione di nuove tecnologie.

Intelligenza artificiale – per esempio –, automazione, robotica, cloud computing o l’Internet of things, che permette di connettere al web (e far dialogare tra loro) oggetti reali come per esempio gli impianti e i macchinari di una fabbrica. In particolare il progetto Interreg Adrion - Future 4.0 (che è stato guidato dalla Direzione Industria Artigianato, Commercio e Servizi della Regione Veneto) ha avuto un’attenzione specifica al settore marittimo, nautico e della cantieristica navale. Quest’ultimo, al pari e forse più di altri settori manifatturieri, sta risentendo della progressiva introduzione di innovazioni che combinano processi tradizionali con l’intelligenza artificiale e che stanno dunque abbattendo le frontiere fra il mondo reale e quello virtuale.

Le società, le industrie e le economie dell’area Adriatico-Ionica sono molto coinvolte in questa trasformazione, con effetti sulla produzione, sui rapporti fra le imprese e sullo sviluppo del capitale umano. Per affrontare questa sfida, il progetto si è posto dunque l’obiettivo di migliorare la competitività del settore marittimo e della cantieristica nelle aree geografiche coinvolte, attraverso un modello Industry 4.0 (espressione con cui viene definita spesso la Quarta rivoluzione industriale).

Un ruolo importante in questa iniziativa è stato svolto dal consorzio Future 4.0 che include diversi enti pubblici e soggetti privati. Oltre alla la Regione del Veneto, ci sono la Contea di Primorje-Gorski Kotar, la Camera di Commercio di Tirana e la Camera di Commercio di Achaia. A questi si aggiungono importanti realtà del mondo accademico come il Politecnico di Bari, l’Università di Rijeka, l’Università di Patrasso, l’Università Mediterranea dell’Albania e organismi di supporto alle imprese come Confindustria Veneto Siav. Il punto di partenza è stata un’attività di ricerca con lo scopo di analizzare le caratteristiche delle regioni partner in termini di economia, trend di sviluppo, demografia e specificità del settore marittimo e navale.

L’analisi è stata anche l’occasione per considerare le competenze e i profili attualmente in uso nel settore cantieristico e per discutere con le aziende le competenze e i profili che sono invece necessari per implementare Industry 4.0. Partendo da questa base è stato sviluppato un modello di apprendimento per preparare l’azienda all’acquisizione della nuova conoscenza esterna e per trasformare questa conoscenza in modo da renderla utilizzabile nella nuova organizzazione.

Si è poi passati alla realizzazione di diversi piani di azione locale, che hanno coinvolto complessivamente 60 soggetti pubblici e privati e 132 imprese del settore, introducendo nelle aziende i concetti-base delle tecnologie legate a Industry 4.0. Soddisfatti gli organizzatori del progetto che hannoporesentato i risultati in un workshop internazionale online il 17 dicembre, in cui è stato messo in evidenza che Interreg Adrion - Future 4.0 ha prodotto "tre conseguenze positive per l’industria marittima e navale dell’area Adriatico - Ionica". "Innanzitutto – hanno evidenziato gli organizzatori –, le imprese hanno trasferito nuova conoscenza legata alla Quarta rivoluzione industriale, migliorando il loro potenziale in termini di innovazione, efficienza, riduzione dei costi, nuovi processi manageriali e operativi e sviluppo di nuove competenze.

In secondo luogo, sono stati creati collegamenti, partenership e connessioni fra le imprese, i fornitori di conoscenza, le università e le amministrazioni pubbliche". Questi collegamenti, sempre secondo gli organizzatori del progetto, "rafforzano il senso di appartenenza degli operatori che, nell’implementazione di Industry 4.0, fronteggiano sfide comuni e affrontano problemi simili". Infine, il progetto ha incrociato i temi della Quarta rivoluzione industriale con altre questioni trasversali a tutti i settori produttivi, come i cambiamenti climatici, il progressivo esaurimento delle risorse naturali, l’efficienza energetica e i cambiamenti demografici del pianeta.