I pagamenti elettronici sono uno degli strumenti per combattere l’evasione fiscale
I pagamenti elettronici sono uno degli strumenti per combattere l’evasione fiscale

Incentivi, sconti fiscali e persino una lotteria. Sono tante le agevolazioni che da quest’anno dovrebbero dare una spinta ai pagamenti digitali (o digital payment) cioè a tutte le transazioni che avvengono con mezzi elettronici avanzati, alternativi al vecchio e caro denaro cotante come le carte di credito di ultima generazione o gli smartphone.

Come sa bene chi ha seguito le cronache della manovra economica 2020, il governo Conte ha messo in cantiere una serie di misure che hanno lo scopo di combattere l’evasione fiscale, basate proprio sugli incentivi ai pagamenti digitali, che sono facilmente tracciabili dall’Agenzia delle Entrate e rendono dunque la vita difficile a chi vuole incassare i soldi in nero in qualunque tipo di attività economica, dai semplici acquisti nei negozi sino alle prestazioni di un medico o di un altro professionista.

Dopo l’introduzione di questi provvedimenti, c’è chi pensa già che il 2020 possa essere un anno d’oro per il business dei digital payment, il cui valore complessivo ha già superato la soglia dei 250 miliardi di euro e da anni, secondo le stime di un Osservatorio creato dal Politenico di Milano, cresce a un ritmo di quasi il 9-10% ogni 12 mesi. Per dare un’ulteriore spinta alle transazioni elettroniche, il governo Conte ha deciso di introdurre un limite più stringente all’uso del contante. Dal 1° luglio 2020, non sarà più possibile effettuare pagamenti con denaro liquido superiori all’importo di 2mila euro (oggi il tetto è fissato a 3mila). Nel 2021, il limite scenderà addirittura a mille euro. Sempre dal 1° luglio, dovrebbe partire la tanto discussa lotteria degli scontrini: un concorso a premi destinato a tutti quei cittadini che richiederanno uno scontrino fiscale dopo aver fatto acquisti nei negozi.

La lotteria è accessibile anche a chi salda in contanti ma chi usa pagamenti elettronici sarà comunque agevolato perché, a differenza di chi utilizza la moneta liquida, non dovrà comunicare il proprio codice fiscale al negoziante. Più che questo concorso a premi, che si è attirato non poche critiche, una spinta alle transazioni digitali dovrebbe arrivare però da altre misure del governo introdotte dall’ultima Legge di Bilancio. Una delle più importanti è quella che riguarda le detrazioni fiscali, cioè gli sconti sulle imposte (in particolare sull’Irpef) che vengono riconosciute ai contribuenti per certi tipi di spesa come la palestra per i figli, le rette dell’università o le ristrutturazioni edilizie.

Con la dichiarazione fiscale del 2021 (presentata sui redditi del 2020), le detrazioni Irpef verranno riconosciute soltanto a chi ha pagato certe spese (per esempio quelle di un muratore che fa una ristrutturazione) con strumenti tracciabili come le carte di credito, il bancomat, i bonifici o i più tradizionali assegni bancari. Restano escluse solo le spese sanitarie, che per adesso mantengono le vecchie regole. Tra gli incentivi studiati dal governo per dichiarare guerra al contante, ci sono anche una serie di bonus in denaro per chiunque sceglierà di pagare con mezzi digitali ed elettronici negli esercizi commerciali. Non è ancora ben chiaro tuttavia come funzioneranno queste agevolazioni che probabilmente scatteranno a partire dal 2021. Per vederle operative occorrerà l’approvazione di un decreto attuativo ad hoc, che vedrà la luce entro fine aprile 2020. In linea di massima, si sa già che l’esecutivo ha stanziato una somma di 3 miliardi di euro complessivi e che il valore degli incentivi non dovrebbe superare i 2mila euro annui per ogni beneficiario. Non è ancora ben chiaro se, per assegnare i bonus, verrà adottata la formula del cash back, già utilizzata da diverse applicazioni per i pagamenti digitali come Satispay. Si tratta di un sistema di sconti con cui il consumatore si vede riaccreditato sul proprio conto una piccola quota della somma spesa, dopo che ha completato il pagamento elettronico e ha evitato di usare i contanti.

L’ultima manovra economica contiene anche alcuni provvedimenti a favore degli esercenti che hanno installato i Pos, cioè i terminali utilizzati per consentire i pagamenti con il bancomat e la carta di credito. A partire da luglio, i titolari dei negozi e anche i liberi professionisti che incasseranno i corrispettivi dei clienti con il Pos e gli strumenti elettronici beneficeranno di un credito d’imposta, cioè di uno sconto sulle tasse pari al 30% delle commissioni versate alle banche.