Lavoro al computer (Fotowebrdc)
Lavoro al computer (Fotowebrdc)

Roma, 15 febbraio 2019 - La trasformazione tecnologica rivoluzionerà nei prossimi anni, più di quanto non abbia fatto fino a oggi, le professioni e l’economia della conoscenza. Quasi il 45% dei posti di lavoro in Italia potrà essere automatizzato. Ma il caso tedesco dimostra che la perdita di posti di lavoro è stata contenuta pur con un aumento esponenziale del numero dei robot. Tutto dipende dall’aggiornamento delle competenze. E’ questo uno degli aspetti centrali emersi dal Rapporto della Commissione Europea Employment and Social Developments in Europe (ESDE) ovvero l’indagine annuale sull'occupazione e sugli sviluppi sociali Europa, presentata oggi a Roma all’Istituto Nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (INAPP), e che è stata focalizzata sull'evoluzione del mondo del lavoro: con un focus specifico su opportunità e rischi connessi all'innovazione tecnologica, al cambiamento demografico e alla globalizzazione.

L’evento promosso dall’INAPP, dall’Adepp e da Assolavoro e moderato dal Direttore generale, Paola Nicastro, ha visto la partecipazione del Capo Unità della Direzione generale degli affari sociali della Commissione UE, Loukas Stemitsiotis, della professoressa Valentina Meliciani, Docente di Economia Applicata presso la LUISS Guido Carli, di Alberto Oliveti, Presidente dell’AdEPP, di Alessandro Ramazza - Presidente Assolavoro, di Claudio Durigon - Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e di Lorenzo Fioramonti - Vice-Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Di fronte alla platea dei partecipanti, il Capo Unità della Direzione generale degli affari sociali della Commissione UE, Loukas Stemitsiotis, ha analizzato i cambiamenti sulla base dei megatrend derivanti dall'invecchiamento della popolazione e dalla rapida robotizzazione e digitalizzazione che - pur producendo effetti positivi in termini di produttività – potrà determinare la perdita di numerosi posti di lavoro soprattutto in Italia e dunque la necessità di garantire l’adeguatezza ed il finanziamento degli strumenti di protezione sociale.

“Il volto del lavoro – spiega Stemitsiotis - sta cambiando ed occorre implementare strategie per accelerare la crescita della produttività ma potremmo mai permettere ai robot di fare il nostro lavoro?".

Una domanda con più spiegazioni possibili. "La rapida evoluzione del mercato del lavoro e le future competenze che esso richiede - avvisa Alessandro Ramazza, presidente di Assolavoro - esigono interventi su più piani: occorre in primo luogo favorire e facilitare la crescita degli ITs ma anche lavorare sull’orientamento degli studenti e delle famiglie: non è possibile che una scelta strategica nella vita dei ragazzi come il corso di studi, venga orientato dalle mode, magari televisive, del momento". "Di certo - incalza Ramazza - tra i cosiddetti catastrofisti e gli ottimisti sul futuro del lavoro mi iscrivo in questa seconda categoria: da sempre la tecnologia ha soppiantato vecchi lavori e da sempre la capacita dell’uomo di reinventarsi ha prevalso. Dal nostro osservatorio appare chiaro che le cosiddette professioni STEM, unitamente ai lavori legati alle tecnologie informatiche e alle attività di cura della persona hanno forti prospettive di crescita sul piano occupazionale. Per non parlare di tendenza ancora in nuce, come quelle legate alle analisi e alle misure di impatto ambientale, che in futuro non potranno non trovare una valorizzazione".

E proprio dalla domanda di Stemitsiotis è partito l’intervento del Presidente dell’AdEPP, Alberto Oliveti, che si è concentrato sulle sfide poste dalla “rivoluzione digitale che rischia di generare processi di riduzione del lavoro, trasformazione dei fatturati in reddito da capitale e conseguente calo dei redditi”.

Nel corso del suo intervento, il Presidente propone policy per “favorire e agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro, anticipandolo e migliorandolo dal punto di vista dei fatturati. Serve un supporto con crediti, incentivi, finanziamenti per sostenere l’innovazione”.

Infine, il Presidente Oliveti rivolgendosi al Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Claudio Durigon, ha rivolto il suo auspicio affinché venga approvata “una norma che consenta alle Casse di previdenza di aumentare le prestazioni di welfare a 360°”.

Una sollecitazione che il Sottosegretario ha raccolto, perché "sono indispensabili effettive norme di semplificazione e sburocratizzazione, poiché i molteplici adempimenti amministrativi ed i connessi oneri economici rappresentano un ostacolo all’effettiva realizzazione della IV Rivoluzione Industriale. Nonostante ci siano già gli strumenti, sono carenti le competenze” Manca la sensibilità e consapevolezza dei rischi e manca ancora un contesto giuridico adeguato”.

La regolamentazione giuridica ha tempi più lunghi dell’evoluzione tecnologica, ed è per questo – spiega Durigon – che occorre “utilizzare pienamente la flessibilità delle Casse per sostenre un welfare per il lavoro a sostegno di professioni nuove e competitive”.

Secondo il Sottosegretario, il tema del lavoro non va analizzato solo con riferimento all’aspetto dell’inserimento e dell’accesso al mercato del lavoro ma anche ponendo attenzione alla necessità di essere competitivi.

In tale scenario per poter far fronte alle sfide imposte dalla pervasività delle tecnologie, “il sistema della formazione universitaria dovrebbe offrire percorsi adeguati senza contare che abbiamo purtroppo il più basso numero di laureati in Europa”. In conclusione, per fronteggiare la trasformazione digitale in atto sono “necessarie azioni per: rafforzare l’apprendimento iniziale; anticipare e meglio rispondere ai cambiamenti richiesti nelle competenze; adeguare il sistema di incentivi per il Life-Long-Learning e soprattutto rafforzare le politiche attive.”.