"Energia per ripartire". È lo slogan dell’ingegner Giuseppe Bergesio (nella foto della pagina accanto), amministratore delegato di Iren Energia. Il 54enne torinese, Ceo della business unit del Gruppo Iren, tra le più importanti multiutility italiane di servizi, vede il post-pandemia ("della quale ovviamente facevamo a meno...") come una grande occasione di rilancio sull’efficientamento energetico del Paese.

Ingegner Bergesio, inevitabile partire dalla situazione attuale dell’emergenza sanitaria che ha travolto il mondo. Iren come ha retto l’onda d’urto?

"Per noi non è cambiato nulla. La mission societaria è riconfermatissima. Non abbiamo mai arrestato i lavori che ci competono, mettendo in atto tutte le procedure secondo gli standard con un processo molto veloce ed efficace. Abbiamo compiuto uno sforzo organizzativo imponente. E credo che ora sia tempo di rilanciare. Un’opportunità da non mancare".

Opportunità che per voi significa soprattutto efficientamento energetico...

"E aggiungo il re-building. Crediamo possa rappresentare la benzina per il motore dell’economia locale e non solo. Inoltre è vantaggioso perché permette di consumare meno – fino al 60% (praticamente una una bolletta dimezzata) – e soprattutto meglio. Il ‘cappotto termico’ ad esempio riduce le dispersioni di calore ed evita problemi di umidità grazie all’installazione di pannelli di materiale isolante sulle pareti perimetrali dell’edificio".

Una palla da cogliere al balzo ora, dato che ci sono bonus e superbonus...

"Le detrazioni fiscali permettono di recuperare gran parte dell’investimento dal 1° luglio al 31 dicembre 2021. Si arriva fino al 75% degli interventi di riqualificazione energetica e fino all’85% delle misure antisismiche. Abbinandoli si arriva fino al 110% ed è un moltiplicatore rilevante. Potendo per legge cedere i crediti il rimborso è praticamente istantaneo e i clienti è come se non anticipassero soldi. Inoltre ci occupiamo noi di tutta la procedura documentale, anche con l’Agenzia delle Entrate. Infine si sta parlando di ampliare questi benefici anche per le seconde case. Lo speriamo vivamente, sarebbe un ulteriore passo in avanti sulla qualità di tante zone, penso soprattutto a quelle montane".

Insomma, volete suonare la ‘sveglia’ per la rimodernizzazione...

"La pandemia ha portato molta più attenzione alla casa. C’è una ricerca attenta ad ampliare le capacità della propria abitazione. Lo smart-working ha portato ad aumentare la connettività per esempio con una sorta di ‘caccia’ all’ergonomia dell’ufficio casalingo. Basti pensare a Google che ha dato mille dollari a dipendente per organizzarsi a casa uno spazio il più connesso possibile. Insomma dobbiamo andare in questa direzione, perché non sarà solo il futuro, ma anche il presente. Noi abbiamo notato che lavorando da casa alle riunioni si è puntualissimi e molto più efficienti che in ufficio". L’interesse è già vivo?

"Rispondo con numeri significativi. Abbiamo sondato quello dei privati con una ‘webinar’ che ripeteremo il 29 giugno. Su 900 iscritti, in 790 hanno partecipato. E abbiamo avuto 800 richieste da condomini, rispetto a neanche i 50 dell’anno scorso...".

Efficientamento energetico che fa rima con ‘green’ e sostenibilità ambientale, il grande tema dell’anno.

"Assolutamente sì. La riqualificazione energetica deve andare di pari passo con urbanistica, architettura e ambiente. Per esempio, in caso di interventi sull’involucro edilizio migliora anche l’estetica e aumenta il valore dell’immobile di conseguenza. Inoltre con la nostra controllata Iren Smart Solutions abbiamo cambiato le lampade in tantissime città, passando per le cosiddette luci d’artista a Salerno e Torino dove gestiamo l’illuminazione di edifici di valore come la Mole Antonelliana, ma anche tribunali e uffici".

Qual è la vostra massima ambizione?

"Contribuire a creare la cosiddetta smart city. Una città ‘smart’ che unisca tecnologia e ambiente, l’ideale per le persone che la vivono e per chi viene da fuori. Perché tutto ciò apre le porte al turismo che è una leva fondamentale di sviluppo economico, così come è determinante per le imprese. Una sfida per i prossimi 6-7 anni in questa fase di transizione del mondo dell’energia".