L’ecobonus per gli investimenti sull’efficienza energetica e la prevenzione sismica è una grande opportunità per il Paese. Grazie alla cessione del credito, ecobonus e sismabonus consentono di mettere in sicurezza sismica o riqualificare energeticamente la propria abitazione con un risparmio fiscale del 75%. Con la cessione del credito si abbatte la barriera economica che sinora ha scoraggiato interventi di questo tipo.

In un Paese nel quale il 23% delle unità abitative, secondo uno studio del Politecnico di Milano, si trova in uno stato di conservazione mediocre o pessimo, che è esposto più di altri al rischio sismico e nel quale il settore dell’edilizia attraversa una crisi profonda, è la quadratura del cerchio: consente vantaggi ambientali e rimette in moto un settore chiave dell’economia. Non a caso un gigante come Enel X è entrato nel business e ha lanciato un servizio mirato rivolto a tutti i condomini sopra alle 8 unità immobiliari.

Una stima dell’Ance valuta il potenziale degli interventi complessivi sismabobus ed ecobouns in 105 miliardi di euro, di cui 33,5 per la sola efficienza energetica. Ovviamente gli interventi reali sarebbero solo una frazione di questa cifra, ma sarebbero pur sempre numeri importanti. Il Centro studi efficienza energetica, nel periodo 2020-2024 ipotizza realisticamente interventi con cessione del credito in un numero tra 6 mila e 12 mila condomini.

Ma, come sempre in Italia, potrebbe arrivare una mossa di senso contrario che rischia di depotenziare le misure. È il bonus facciate, che il governo vuole inserire nella manovra. «È in aperta collisione con ecobonus e sismabonus – denunciano Legambiente, Kyoto Club, Renovate Italy, Gbc Italia e Anit che hanno scritto al premier Conte – perché a fronte di un ecobonus che per interventi sull’involucro edilizio concede una detrazione tra il 70 e il 75%, incrementabile all’80% con interventi per la sicurezza sismica, il bonus facciate promette una riduzione del 90% per qualsivoglia intervento per il rifacimento delle facciate. Visto che questi interventi sono meno impegnativi e più agevolati il rischio è che il bonus facciate uccida gli altri due. Il che non ha senso, vista l’ assoluta necessità di abbattere le emissioni di gas serra e di aumentare la sicurezza degli edifici. Nel bonus facciate deve essere introdotto l’obbligo di rispetto dei requisiti di coibentazione richiesti per l’ecobonus». Il rischio è il solo «abbellimento estetico».

Depotenziare gli interventi di riqualifricazione energetica e sismica sarebbe un vero autogol anche perché la disponibilità dei cittadini ad interventi per la casa è elevata, e le famiglie sono sensibili agli incentivi. A fronte di un dato molto negativo sulle nuove costruzioni – scese da 33 miliardi del 2007 a 15 miliardi nel 2017 – nell’ultimo decennio è molto cresciuta la spesa in ristrutturazioni e riqualificazioni, anche grazie agli incentivi che sono stati introdotti. Se nei primi anni la parte incentivata delle ristrutturazioni era il 25%, oggi è il 70%, con un balzo quando la quota di sconto fiscale è passata dal 36 al 50% e un altro quando si è saliti al 75%. La correlazione è diretta. Ciò significa che gli incentivi fiscali funzionano e letteralmente muovono il mercato.

Le potenzialità sono grandissime anche per il sismabonus, che ha un senso per lo Stato non solo per salvaguardare le vite e i beni dei cittadini, ma anche per pagare poi meno in ricostruzione. Basti pensare che dal 2002 ad oggi il costo degli interventi post sisma ha raggiunto la quota stratosferico di circa 42 miliardi di euro, dei quali l’80% va per la ricostruzione degli edifici. Ogni edificio messo in sicurezza oggi è un edificio che non si dovrà ricostruire domani.