(Ansa)
(Ansa)

Roma, 1 novembre 2019 - Imu e Tasi accorpate in un'unica imposta. Lo prevede la bozza della manovra 2020, che - era già stato evidenziato nei giorni scorsi - fissa l'aliquota base all'8,6 per mille, dal 7,6 per mille attuali. Nelle ultime ore sono emerse novità sui vincoli e le discrezionalità delle singole amministrazioni: il testo di Bilancio ammette che i sindaci possano elevare l'aliquota fino al 10,6 per mille. Solo nel 2020, ed entro il livello già stabilito per le due imposte, la nuova Imu potrà essere portata fino all'11,4 per mille. Una scelta che probabilmente faranno i grandi Comuni come Roma e Milano - come evidenzia anche Confedilizia che paventa il rischio di aumenti delle tasse sulla casa (dal 2021 non ci sarà più la possibilità di alzarla a quel livello ma si potrà, al massimo, ridurre). 

Ma con delibera comunale si potrà anche decidere anche di ridurre l'imposta fino ad azzerarla. E i sindaci avranno anche la possibilità di eliminare anche il prelievo su ville, castelli e abitazioni di pregio, per i quali l'imposta si applica anche quando sono prima casa (per questa tipologia di abitazioni l'aliquota della nuova Imu passa dal 4 al 5 per mille).

Esenzioni e sconti

Restano le attuali esenzioni, compresa quella, resa esplicita, per la casa familiare che rimane al genitore affidatario dei figli in caso di separazione (è equiparata a prima casa). E viene confermato anche lo sconto del 25% per chi affitta una seconda o terza casa a canone concordato (per gli affitti sociali la manovra stabilizza anche l'aliquota della cedolare secca al 10%).

Nuova Imu: le deducibilità

Nella relazione illustrativa che accompagna la bozza si esplicitano poi gli oneri deducibili dal reddito d'impresa e di lavoro autonomo. Per la nuova Imu "restano le percentuali di deducibilità parziale per i periodi d'imposta 2019 (50%), 2020 e 2021 (60%)", mentre viene anticipata al 2022 "l'integrale deducibilità dell' Imu, in luogo del 70% previsto in via transitoria". 

Date e scadenze 

Le scadenze rimangono due: 16 giugno e 16 dicembre. Per il 2020, la bozza della manovra, prevede che si debba versare la metà di quanto pagato nel 2019 in attesa che i sindaci, con apposite delibere da pubblicare entro il 28 ottobre, decidano come modulare l'aliquota. Si potrà pagare tramite F24 o bollettino postale.