UNA FAMOSA azienda familiare con 120 anni di storia alle spalle e la più grande accademia privata italiana di arte e design, due eccellenze del mondo del tessile e della formazione, solo a uno sguardo distratto hanno poco in comune. Entrambe investono sui giovani, entrambe sono animate dalla stessa passione per il lavoro e condividono gli stessi valori. Insieme hanno dato vita a un progetto di mentorship che coinvolgerà gli studenti Naba del nuovo biennio specialistico in Textile Design, partito nello scorso mese di ottobre, con l’obiettivo di formare figure professionali in grado di gestire tutte le fasi della progettazione tessile e della maglieria. Si dice spesso che nelle scuole e università italiane si faccia molta teoria e poca pratica rispetto agli altri Paesi. Questo corso, al contrario, consente agli studenti di entrare nel vivo dei molteplici mestieri legati al mondo del tessile in particolare e della moda in generale, è una scuola sul campo, un modo per approfondire sul campo le conoscenze accademiche, prevedendo ad esempio percorsi di “job shadowing“ che permettono ai...

UNA FAMOSA azienda familiare con 120 anni di storia alle spalle e la più grande accademia privata italiana di arte e design, due eccellenze del mondo del tessile e della formazione, solo a uno sguardo distratto hanno poco in comune. Entrambe investono sui giovani, entrambe sono animate dalla stessa passione per il lavoro e condividono gli stessi valori. Insieme hanno dato vita a un progetto di mentorship che coinvolgerà gli studenti Naba del nuovo biennio specialistico in Textile Design, partito nello scorso mese di ottobre, con l’obiettivo di formare figure professionali in grado di gestire tutte le fasi della progettazione tessile e della maglieria. Si dice spesso che nelle scuole e università italiane si faccia molta teoria e poca pratica rispetto agli altri Paesi. Questo corso, al contrario, consente agli studenti di entrare nel vivo dei molteplici mestieri legati al mondo del tessile in particolare e della moda in generale, è una scuola sul campo, un modo per approfondire sul campo le conoscenze accademiche, prevedendo ad esempio percorsi di “job shadowing“ che permettono ai giovani fashion designer di affiancare un professionista del settore. Il progetto coniuga la formazione con l’esperienza in azienda e offre ai ventenni creativi la possibilità di scoprire dal vivo le più recenti e innovative frontiere del mondo del tessile, che è uno dei gioielli più preziosi del made in Italy.

Mantero Seta Spa è un’azienda familiare fondata a Como nel 1902. Ha una fama consolidata nel tempo e produce per le principali maison del lusso con soluzioni personalizzate per ogni cliente. Naba, nuova accademia di belle arti, ha due campus a Milano e a Roma e ha corsi di design, fashion design, grafica, comunicazione, nuove tecnologie, scenografia e arti visive. Colomba Leddi è Area Leader Fashion Design di Naba. Alberto D’Errico è direttore Strategia & Sviluppo di Mantero Seta. Con loro parliamo di questa nuova collaborazione.

Come è nata questa iniziativa comune e quali sono le principali caratteristiche di questo corso?

"È nata da una lunga amicizia fra noi di Napa e Mantero – dice Colomba Leddi –. È da anni che, stimolati dall’azienda, abbiamo potuto costruire dei progetti per gli studenti. Poi, con la nascita di questo corso in Textile Design, è venuto abbastanza spontaneo chiedere a Mantero di affiancarci in questo percorso. È una grande opportunità per noi".

Dottor D’Errico, è un’opportunità anche per la vostra azienda?

"Certamente. Noi storicamente abbiamo una tradizione consolidata di collaborazione con Naba, così come con altre scuole di design italiane e internazionali. L’innovatività di questo percorso è che qui abbiamo un corso specifico di Textile Design ed è stato naturale unire la competenza accademica di Naba così focalizzata nel mondo della creatività e la competenza creativa industriale di Mantero. Noi confidiamo di poterne beneficiare".

Cosa accomuna una grande azienda del tessile con una accademia di belle arti?

"Ci sono molte affinità, i valori sono affini. Il nostro principale fattore di successo è la creatività: su 400 persone noi ne abbiamo 100 che si occupano di sviluppo prodotto, ma per noi lo sviluppo prodotto non è costruire una collezione di tessuti che poi proponiamo al cliente. Per noi è progettare per ogni singolo cliente, per ogni singola casa di moda, un prodotto ad hoc. Ogni anno queste persone che si occupano di sviluppo prodotto noi le mandiamo a vedere mostre d’arte perché vogliamo che serva loro da stimolo nel lavoro creativo".

Quanto è importante nella formazione dei molteplici mestieri della moda la specializzazione focalizzata?

"È importante nella misura in cui si ha poi la visione sul tutto – risponde Colomba Leddi – Noi parliamo qui di un biennio specialistico per studenti che hanno già fatto un percorso triennale e che hanno già una conoscenza abbastanza approfondita di quello che è il sistema moda. L’ambito di textile è apertissimo perché c’è il sistema industriale, il sistema artigianale, l’applicazione al prodotto e all’arte, il tema della sostenibilità. Il tessuto è un mezzo espressivo a tutto tondo. Il fatto di essere specializzati ti consente di approfondire alcuni temi, il tessile ha molte sfaccettature, è un mondo molto articolato e, fondandosi su tradizioni e su mestieri che esistono da lungo tempo, è anche chiamato a innovarsi e a comprendere quali sono le dinamiche attuali e future, pensiamo solo al tema della sostenibilità. Quello che noi cerchiamo di fare è di formare delle teste pensanti in grado di conoscere quello specifico mestiere ma allo stesso tempo di avere una mente pronta a comprendere le istanze e a restituire soluzioni".

Dottor D’Errico, quanto è importante per una azienda che ha la vostra storia incentivare la formazione di futuri creativi e artigiani specializzati?

"È fondamentale. Il successo di un’azienda come la nostra si basa sul tramandare queste competenze così specifiche. Per noi la formazione è vitale. Dobbiamo tramandare alle nuove generazioni mestieri che fino a poco tempo fa si imparavano in grandissima parte solo sul campo".

"Mi viene in mente che un tempo si diceva: si ruba con gli occhi – conclude Colomba Leddi – Tu affiancavi qualcuno ma c’era una sorta di gelosia nel trasmettere competenze, il lavoro te lo dovevi meritare. Ora c’è un atteggiamento completamente diverso. Per i nostri ragazzi, per i nostri giovani creativi sarà fondamentale avere l’opportunità di affiancare i professionisti del tessile come quelli di Mantero".