UN MODELLO di intervento nell’ottica del miglioramento della sanità territoriale riqualificando strutture esistenti è quello rappresentato dal presidio ospedaliero Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto migliorato di ben sei classi energetiche con una riduzione del 50% delle emissioni. E diventato quindi un vero e proprio modello di efficienza in ambito sanitario. I lavori sull’ospedale marchigiano, realizzati dal...

UN MODELLO di intervento nell’ottica del miglioramento della sanità territoriale riqualificando strutture esistenti è quello rappresentato dal presidio ospedaliero Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto migliorato di ben sei classi energetiche con una riduzione del 50% delle emissioni. E diventato quindi un vero e proprio modello di efficienza in ambito sanitario. I lavori sull’ospedale marchigiano, realizzati dal gruppo Rekeep, sono terminati prima dell’estate dopo poco meno di due anni dall’inizio degli interventi e nonostante uno stop di quasi 100 giorni dovuto alla pandemia. Si è trattato di un articolato piano di interventi che ha migliorato la sicurezza e l’efficienza energetica e gestionale dell’ospedale, oltre a consentire una sensibile riduzione dell’impatto ambientale. La struttura, infatti, a seguito della realizzazione di una coibentazione termica di qualità elevata degli oltre 7.000 metri quadrati di coperture piane, dei 15.000 metri quadrati di facciate verticali e della riqualificazione della centrale termica, è riuscita a registrare un "salto" di ben sei classi energetiche, passando dalla precedente "G" all’attuale "A1". In questo modo, il presidio ridurrà le proprie emissioni di Co2 di circa il 50%, per un totale di circa 495 tonnellate di anidride carbonica annua in meno nell’atmosfera.

Un risultato importante ed un esempio virtuoso che potrebbe essere "facilmente" replicato nelle tante strutture ospedaliere del nostro Paese con le medesime caratteristiche. Gli immobili ad uso sanitario sono, infatti, tra gli edifici più energivori: la loro riqualificazione potrebbe non solo far compiere all’Italia un grande passo avanti in termini di efficienza e sostenibilità ambientale, ma permetterebbe anche di accrescere il comfort interno, ridurre i consumi e quindi i costi e introdurre una apprezzabile riqualificazione urbanistica delle aree ospedaliere. La riqualificazione realizzata dal gruppo Rekeep, che ha curato anche la progettazione esecutiva, ha interessato il presidio ospedaliero nel suo complesso e ha coinvolto tutte le componenti del sistema edificio, attraverso interventi di tipo edilizio e impiantistico.

A. Pe.