28 mar 2022

Ma la produzione segna ancora il passo

L’ATTIVITÀ TEATRALE va, mentre la produzione di nuovi spettacoli segna il passo. "I teatri fanno molta fatica a mettere in cartellone delle novità perché debbono innanzitutto recuperare gli spettacoli che si sono visti costretti via via a riprogrammare, questo lascia prevedere che nel 2023 ci sarà un boom di produzioni" spiega Gianmario Longoni, direttore artistico di Show Bees, società di spettacoli milanese che ha pure la gestione del Teatro degli Arcimboldi. "Fra l’altro quello della produzione di contenuti è stato il settore del mondo dello spettacolo che nel contesto della pandemia ha goduto di minori aiuti pubblici. E questo ha del paradosso. Molti produttori hanno passato dei guai coi loro piani d’ammortamento. Di due titoli in tour, ‘Pinocchio’ e ‘Ghost’, noi abbiamo avuto la forza economica di riprenderne uno solo (‘Ghost’), spendendo quasi quanto ci sarebbe costato produrlo da zero.

Altro problema, sono state le competenze. Il tecnico di teatro non si prende da una scuola di formazione, ma si cresce sul campo, e in molti frattanto hanno cambiato mestiere". In queste ultime settimane i costi sono schizzati anche a causa della guerra. Il conflitto in Ucraina ha portato, infatti, ad un’impennata dei prezzi delle materie prime, dei trasporti e degli alimenti. I biglietti, però, non avendo prezzi dinamici ma fissi, hanno dovuto mantenere i costi fissati al tempo dell’emissione (in molti casi anni, causa pandemia). "A questo s’è accompagnata una parziale disaffezione del pubblico dovuta al fatto di avere, causa i continui slittamenti, tagliandi e tagliandi ancora inutilizzati nel cassetto" spiega Longoni, che fa gli spettacoli del 2023 agli Arcimboldi preannuncia il "Parsifal" degli ex Pooh Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio, "The Rocky Horror Show" in versione inglese, il ritorno del musical "Priscilla", i matinée de La Scala. "In altri paesi come il Regno Unito o la Spagna regna ormai la consapevolezza diffusa che col Covid bisogna conviverci e che, anche in questo contesto, il teatro è un luogo sicuro. Certo, ora il pubblico si pone una domanda in più prima di accettare l’idea di calarsi in qualche forma d’intrattenimento. E questa punta d’esitazione se lo porterà dietro per molto tempo ancora. Questo non significa che a teatro arriverà meno gente, ma che dovremo mettere maggior attenzione alla qualità della nostra proposta e dei servizi offerti".

Andrea Spinelli

© Riproduzione riservata

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