21 mar 2022

Live alla prova sostenibilità Elisa: "Un impegno per tutti"

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Elisa, da sempre in prima linea sulle questioni dell’ambiente

"NON C’È MUSICA su un pianeta morto" portava scritto sulla maglietta Billie Eilish quando ha iniziato ad interessarsi concretamente di sostenibilità nel mondo delle produzioni live. Anche se non esistono concerti ad impatto zero, nel campo della musica dal vivo si sta diffondendo una sensibilità che dovrebbe portare a tournée sempre meno impattanti. "Tutte le produzioni hanno iniziato a seguire protocolli rigidi e uniformati perché è probabile che fra non molto l’eco-compatibilità degli spettacoli divenga obbligatoria per legge" spiega Elisa, da sempre in prima linea sulle questioni dell’ambiente e direttrice artistica il 28, 30 e 31 maggio all’Arena di Verona di un’edizione dell’“Heroes Festival” totalmente dedicata allo sviluppo e alla divulgazione di una nuova responsabilità nella lotta ai cambiamenti climatici. "In America come in Europa stanno nascendo società impegnate proprio nello studio e nella soluzione dei problemi legati all’incidenza della musica sulla salute del mondo. Dalla Eilish ai Coldplay, da Ed Sheeran a me, artisti grandi e meno grandi si stanno impegnando per l’eliminazione della plastica, per la riduzione degli sprechi, per l’incentivazione dell’utilizzo di mezzi ibridi o completamente elettrici. Oltre a questo, prevediamo di pareggiare le emissioni di anidride carbonica con la piantumazione alberi non solo in remote aree del pianeta che rischiano la desertificazione, ma anche sul luogo dei concerti".

Oltre oceano la società più all’avanguardia in questa ’climate music revolution’ è indubbiamente Reverb, azienda no profit a cui si affidano artisti come la stessa Eilish, Harry Styles, Fleetwood Mac, Lumineers, Dave Matthew Band, P!nk, Maroon 5 e molti altri ancora.

In Italia fra le prime ad avviare quest’opera di transizione ecologica dei live è invece GreenStorming, “creatura” dal direttore di produzione Giulio Koelliker con un raggio d’azione che va dalla progettazione di luoghi di spettacolo all’ingegneristica di cantiere, alla gestione dei consumi. "Nell’anno di fermo causa pandemia tutti noi che facciamo questo lavoro ci siamo confrontati sul tema della sostenibilità e, parlando soprattutto coi colleghi americani, ho scoperto un mondo – ammette Koelliker –. Abbiamo messo sotto la lente innanzitutto i consumi di energia, lo smaltimento dei rifiuti, le emissioni. Per quanto riguarda quest’ultime, calendari di tournée stilati con razionalità, evitando distanze eccessive tra una tappa e l’altra, contribuiscono ovviamente ad abbattere l’anidride carbonica rilasciata nell’aria da camion, bus e automobili. Altro accorgimento, quello di privilegiare per gli spostamenti treni e bus in modo da ridurre il numero delle auto al seguito. Altro obiettivo quello di togliere di mezzo la plastica monouso usando borracce personali tanto nel retropalco che fra gli spettatori nel rifornimento da distributori d’acqua gratuiti dislocati nelle diverse aree. Importante pure eliminare gli sprechi, riciclando le batterie utilizzate dai radiomicrofoni e dalle altre apparecchiature, ma anche donare quanto avanza dai catering predisposti per artisti e maestranze alle organizzazioni impegnate nell’assistenza dei più bisognosi. Importante pure realizzare un merchandising ecocompatibile utilizzando tessuti riciclati".

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