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11 lug 2022

"L’estate guadagna grazie all’elettronica"

11 lug 2022
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L’estate guadagna grazie all’elettronica
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L’estate guadagna grazie all’elettronica

"QUESTA è indubbiamente un’estate di ripartenza, il pubblico c’è ma l’offerta è tanta e finisce col saturare il mercato con relative conseguenze" spiega Daniele Ferrazzano, fondatore, amministratore e direttore artistico del Decibel Open Air di Firenze, uno dei festival di elettronica più importanti del panorama italiano, in programma al Parco delle Cascine il 10 e 11 settembre. "Per quanto ci riguarda, le cose stanno andando molto bene, la prevendita tira e gli eventi ‘di avvicinamento’ alla manifestazione messi in campo nelle scorse settimane hanno dato esiti molto soddisfacenti. Se nell’edizione 2019 del DOA abbiamo totalizzato 18 mila presenze in due giorni, quest’anno ci attendiamo tra i 35 e i 40mila spettatori perché se allora eravamo in fase di consolidamento ora siamo in un momento espansivo. Nei due anni di pandemia, infatti, non siamo stati fermi, continuando ad investire in comunicazione e promozione con l’intento di mantenere il festival vivo nel pubblico".

Il Decibel Open Air occupa un posto di primo piano nell’agenda estiva dell’elettronica assieme a K Future Festival di Torino, al Nameless di Annone Brianza, e ad altri.

"Ad oggi il nostro è un pubblico ancora abbastanza di settore, legato per l’80% al tipo di proposta del festival, ma gli orizzonti si stanno allargando la soglia di sbarramento rispetto alle altre manifestazioni musicali col tempo calerà, perché non è detto che chi ama Paul Kalkbrenner non apprezzi pure i Red Hot Chili Peppers o i Metallica".

Ovviamente la crescita del festival va di pari passo con l’impegno economico.

"Per quel che riguarda il budget artistico l’investimento del DOA è praticamente raddoppiato, passando dal mezzo milione del 2019 al milione del 2022. In questo campo, infatti, i numeri non crescono mai a caso. In questa edizione 2022 il cachet artistico rappresenta circa il 60% dell’investimento globale del Festival, il 25-30% va invece in produzione, allestimenti, personale, spese vive, e un 10-15% è assorbito dalla comunicazione".

All’estero i riferimenti del mondo dell’elettronica sono grandi raduni come Tomorrowland, Ultra Europe o Terminal V.

"Il belga Tomorrowland ha dietro un investimento che è 20-25 volte quello del Decibel Open Air, anche se quel tipo di gigantismo non è tanto il nostro modello. Noi guardiamo oltre Manica, a raduni come il Parklife di Manchester orientati più sulla musica che sulla spettacolarità degli allestimenti o la moltiplicazione dei palchi, che nel caso del colosso belga arrivano anche a 20. Insomma, il macromondo è lo stesso, ma il concetto diverso".

Andrea Spinelli

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