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11 lug 2022

Le Casse di Previdenza: un patrimonio da utilizzare

11 lug 2022
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Le Casse di Previdenza: un patrimonio da utilizzare
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Le Casse di Previdenza: un patrimonio da utilizzare

INCREDIBILE. Restiamo appesi a soldi che non sappiamo se e quando arriveranno, come quelli del Pnrr, mentre ne teniamo molti fermi nel cassetto. E anzi, invece di aprirlo per finanziare infrastrutture, progetti industriali, Pmi, riqualificazioni immobiliari e molto altro, si vuole spezzare la chiave nella toppa. Parlo del patrimonio, pari a oltre 100 miliardi, delle Casse di Previdenza italiane, che gestiscono le pensioni di due milioni tra notai, avvocati, architetti, commercialisti e un’altra ventina di categorie. Denaro che sarebbe prezioso se venisse investito nell’economia reale, sempre a corto di risorse. Invece, mentre ci avviamo ad un rialzo dei tassi che spinge a puntare sulla finanza più che sulle imprese, rischiamo di ostacolare l’utilizzo di quei capitali. Infatti, in un’audizione parlamentare il dirigente del Mef, Stefano Cappiello, ha fatto presente che mancano un paio di passaggi all’emanazione di un decreto che andrebbe a regolamentare in modo stringente l’attività di questi enti previdenziali e che è atteso da quasi dieci anni. Ora, quello dei decreti attuativi che mancano è un problema, ma sarebbe un errore fare di tutta l’erba un fascio. La legge in questione risale infatti all’ultimo governo Berlusconi, estate 2011, e quindi ad un mondo che oggi non c’è più. Altra economia, altre esigenze. Soprattutto, l’atto è stato congelato da tutti gli inquilini del ministero dell’Economia che si sono succeduti (Monti, Grilli, Saccomani, Padoan, Tria, Gualtieri) per diversi problemi di merito. Nonostante le lievi modifiche rispetto alla prima bozza, anche il nuovo (si fa per dire) testo del decreto attuativo per un giurista del calibro di Sabino Cassese sarebbe assai "pericoloso". Intanto perché "ripubblicizza" quello che era stato privatizzato (le Casse di previdenza lo furono nel 1994), facendo impropriamente prevalere il diritto amministrativo su quello privato. Poi perché ne limita l’autonomia, e dunque l’efficienza gestionale, non tenendo conto delle singole specificità. ...

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