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28 feb 2022

La Marzocco, macchine per caffè tra passione e tradizione

Il Ceo Guido Bernardinelli: "Ricerca continua per un prodotto di alta qualità"

28 feb 2022
lisa ciardi
Economia
IN ATTIVITà DA QUASI UN SECOLO La Marzocco è stata fondata nel 1927 a Firenze dai fratelli Giuseppe e Bruno Bambi, trasformando la precedente attività di fabbricanti di fanali per carrozze nella produzione di macchine da caffè. A sinistra, Il Ceo Guido Bernardinelli
Il Ceo de La Marzocco, Guido Bernardinelli
IN ATTIVITà DA QUASI UN SECOLO La Marzocco è stata fondata nel 1927 a Firenze dai fratelli Giuseppe e Bruno Bambi, trasformando la precedente attività di fabbricanti di fanali per carrozze nella produzione di macchine da caffè. A sinistra, Il Ceo Guido Bernardinelli
Il Ceo de La Marzocco, Guido Bernardinelli

Dai fanali per le carrozze alla prima macchina da caffè a caldaia orizzontale, fino a diventare ambasciatori nel mondo della cultura italiana dell’espresso. Quella della società La Marzocco, azienda fiorentina specializzata in macchine da caffè, è una storia che parte da lontano, unendo capacità visionarie e passione per le tradizioni. A raccontare traguardi raggiunti e obiettivi, il Ceo de La Marzocco, Guido Bernardinelli. Partiamo dal passato, la vostra è una storia tipicamente italiana…  "Proprio così e racconta quello che, ancora oggi, è il nostro approccio. Tutto iniziò ai primi del ’900 quando a Giuseppe Bambi e a suo fratello Bruno, fabbricanti di fanali per carrozze, fu chiesto di costruire qualcosa di completamente diverso: una macchina da caffè. Al tempo si trattava di una bevanda esotica, da sorseggiare al bar per provare qualcosa di inusuale. Giuseppe e Bruno colsero la sfida e realizzarono la prima macchina: Fiorenza. Il committente però non la ritirò mai e loro decisero di portare avanti il progetto da soli. Era il 1927, data di nascita della società. Fu un successo e, dopo di loro, Piero Bambi prese le redini dell’azienda del babbo e dello zio. È mancato lo scorso anno, ma per tutta la vita, fino agli ultimi tempi, ha continuato ad essere un punto di riferimento". Avete resistito a tanti cambiamenti, tecnologici e di usi e costumi. Qual è stato il vostro segreto? "La passione per il caffè espresso. Quasi un’ossessione, che si traduce nella ricerca continua di un prodotto di alta qualità, fra prove, degustazioni, coinvolgimento di esperti. Quando sono arrivate innovazioni elettroniche che avrebbero compromesso il risultato finale, abbiamo detto no. Abbiamo rinunciato a entrare nell’ottica della catena di montaggio, anche se questo significava rischiare di compromettere un processo di ‘democratizzazione’ del caffè. Va detto che trattandosi di un prodotto che dà assuefazione, le ...

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