28 mar 2022

"Il teatro? In via di ripresa. Gli Arcimboldi sono un hub"

Gianmario Longoni, direttore artistico del teatro milanese: abbiamo scelto la strada di ospitare altre attività, così abbiamo ottimizzato le risorse. L’emergenza di oggi sono i costi

andrea spinelli
Economia
Teatro degli Arcimboldi Milano
Teatro degli Arcimboldi Milano

Mondo deòl teatro in ripresa. "Le sale sono piene, anche se un po’ meno di prima, i produttori di spettacoli fortunati quasi non se ne accorgono, gli altri sì" ammette Gianmario Longoni, direttore artistico del Teatro degli Arcimboldi di Milano che con le sue 2.375 poltrone rimane uno dei più grandi d’Italia. "Il grosso del pubblico ha ripreso confidenza con la sala, ma in una fascia di persone la pandemia ha lasciato dei traumi non risolvibili nel breve termine".

Come l’ha capito?

"Dopo la riapertura abbiamo notato che ogni sera c’era qualcuno che si sentiva male, che dava segni di nervosismo, che faceva fatica a stare in una collettività. Problemi emotivi, insomma, svincolati dalle condizioni di sicurezza o di fruizione dello spettacolo".

Lei ha la gestione degli Arcimboldi dal marzo 2020, ha iniziato in piena pandemia.

"Non ci siamo mai fermati, perché con una struttura di 19 mila metri quadri sulle spalle e uno staff di 20 persone, a cui se ne aggiungono altrettante addette a pulizia e manutenzione, più un’altra trentina di responsabili di sala la sera, non puoi farlo. I problemi, ovviamente, non sono mancati".

Quali sono stati i principali?

"Alcune tournée internazionali che sono saltate per motivi sanitario-organizzativi, in quanto alle prese con problematiche diverse da paese a paese che non consentivano la stesura di un calendario uniforme. Il tour di Tori Amos, ad esempio, è stato posposto perché aveva date in Nord Europa che non potevano tenersi. ‘The Rocky Horror Show’ l’abbiamo dovuto spostare di un anno perché nell’autunno 2021 le compagnie inglesi non avevano ancora protocolli sanitari idonei per lavorare di qua dalla Manica. Gli spettacoli di Sergei Polunin li abbiamo dovuti riprogrammare, invece, per problemi di green pass, visto che alcuni tecnici russi del suo staff erano vaccinati con Sputnik, non (ancora) riconosciuto in Italia".

La situazione è stata la stessa in tutta Italia?

"Andare in tour nel pieno della quarta ondata ci ha messo davanti a problemi diffusi a macchie di leopardo. Spostandosi di soli trenta chilometri si passava dal teatro esaurito a quello deserto, come se ci fosse una percezione differente da città a città. E una lettura economica del fenomeno dice che c’è stata come una ridistribuzione geografica dell’interesse del pubblico e questo ha fatto sì che città considerate tradizionalmente ‘sicure’ alla resa dei conti abbiano deluso, mentre altre meno di tradizione abbiano sorpreso. Complessivamente ha risposto più la provincia che la metropoli".

Di emergenza in emergenza, i costi?

"La crisi ucraina e l’impennata dei costi energetici in strutture enormi come i teatri si fa sentire. Ogni anno un grande complesso come gli Arcimboldi paga 300 mila euro d’affitto al Comune e altrettanti d’energia elettrica, ma quest’anno rischia di dover veder schizzare a 450 mila le spese di riscaldamento".

Anche per questo avete deciso di puntare sul concetto dell’hub culturale.

"Quando io e la mia socia Marzia Ginocchio ci siamo calati in questa impresa non l’abbiamo fatto solo per ospitare e produrre spettacoli, perché nel caso sarebbe stato molto più conveniente affittare il teatro di volta in volta senza accollarsi un impegno continuativo. Abbiamo visto nella struttura una grande opportunità per il sistema culturale cittadino".

Questo a cosa ha portato?

"Ottimizzando gli spazi, siamo diventati sede della Scuola del Teatro Musicale, dell’Orchestra Filarmonica Italiana, stiamo ospitando l’Accademia Ucraina di Balletto, accogliamo pure mostre come quella fotografica su Bowie al via il 2 aprile, abbiamo aperto due ristoranti, e nel foyer ci prepariamo a creare un bookstore dedicato all’arte e allo spettacolo. Tutto questo significa rendere il complesso degli Arcimboldi uno spazio culturale che va ben oltre il teatro".

 

 

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