9 mag 2022

"Ecco perché I tappi di Pelliconi sbarcano in Brasile"

IL PAESE HA I NUMERI GIUSTI «Perché abbiamo scelto il Brasile? Visto che facciamo tappi, guardiamo il numero di abitanti di un determinato Paese. Tutti, del resto, devono bere… E poi il Brasile consuma anche tanta birra, quindi per noi è un mercato importante»
"Ecco perché i tappi di Pelliconi sbarcano in Brasile"

IL COLOSSO DEI TAPPI sbarca in Brasile. Pelliconi, azienda leader di Ozzano dell’Emilia, nel bolognese, ha un fatturato di 190 milioni di euro, 600 dipendenti, una produzione di 32 miliardi di tappi all’anno e una vocazione all’export sempre più marcata, nonostante pandemia, guerra e caro-energia. "Entro l’anno dopo Stati Uniti, Egitto e Cina, saremo presenti anche in Brasile", conferma l’amministratore delegato Marco Checchi (nella foto). Per voi sarebbe il settimo stabilimento? "Sì. Ne abbiamo due in Italia a Ozzano e Atessa (Chieti), uno negli Stati Uniti e uno in Egitto; due in Cina. Ma già da quando siamo nati, nel 1939, guardavamo all’estero. Dopo la fine della guerra, infatti, Pelliconi pensò subito a esportare il proprio prodotto nei Paesi vicini: Austria, Francia e Germania. L’export ce l’abbiamo nel Dna...". Quanto vale l’export per Pelliconi? "Dagli anni Ottanta rappresenta il 92 per cento della nostra produzione. Abbiamo sempre meno clienti, ma sempre più importanti: la Coca-Cola in Egitto, la Nestlè negli Stati Uniti, la danese Carlsberg in Cina. E noi li abbiamo seguiti con i nostri stabilimenti. Lo stesso faremo in Brasile dove seguiremo lo stesso modello con una sede di circa 40 dipendenti e due linee di produzione". Perché il Brasile? "Visto che facciamo tappi, guardiamo il numero di abitanti di un determinato Paese. Tutti, del resto, devono bere… E poi il Brasile consuma anche tanta birra, quindi per noi è un mercato importante". Prima il Covid, oggi la guerra in Ucraina. Come state affrontando queste crisi? "Diciamo che abbiamo cercato di imparare qualcosa. Quando c’è una difficoltà è fondamentale che un’azienda sia in grado di rispondere velocemente, riuscendo a cambiare il modo di lavorare, prendendo decisioni senza attendere troppo. Con la pandemia, intanto, rispetto ad altri siamo stati avvantaggiati: essendo un’impresa della filiera alimentare non abbiamo mai fermato la produzione, ma siamo stati costretti a imparare da ...

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