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4 apr 2022

E la lite di condominio paralizzò il rifugio

4 apr 2022

IL SILENZIO è d’oro per i costruttori di bunker e quasi nessuno dei loro clienti ha un volto e un nome. La privacy che protegge l’identità dei fortunati possessori di stanze anti-Chernobyl non impedisce però di trovare casi curiosi e stravaganti. Uno di essi riguarda un complesso edilizio di due grattacieli recentemente ultimato in Lombardia (la località esatta resta top-secret). Gli impresari edili dei due palazzi gemelli, evidentemente destinati a famiglie benestanti, hanno deciso di aggiungere agli appartamenti un optional diverso dalla ‘solita’ piscina. Il plus era appunto costituito da due rifugi antinucleari di grandi dimensioni. Rifugi gemelli come i palazzi a cui erano collegati: le dimensioni erano di 450 metri quadri ciascuno. Peccato che al momento non siano utilizzabili. La ragione, da non credere, è la classica lite di condominio sulla gestione delle scorte. Infatti, in strutture del genere, gli alimenti e l’acqua accantonati per gli ospiti del bunker vanno periodicamente controllati e sostituiti. I condomini non si sono accordati su chi si assumesse questo compito.

Forse, però, gli echi di guerra provenienti dall’Est li indurranno a più miti consigli. Sarebbe uno spreco non utilizzare i rifugi condominiali. Di sicuro è uno spreco quello che ha indotto un privato a commissionare il proprio rifugio mettendo come condizione che però i bagni funzionassero come a casa. Un wc con flusso d’acqua richiede però una complicata struttura ad aria che raggiunge lo scopo. Di contro però, lascia punti deboli nel rifugio. Il proprietario, alla fine ha pagato più il bagno che tutto il bunker. Dal maxi al mini. Un microbunker di appena 12 metri quadrati è stato realizzato da un proprietario single che non desiderava altro che un luogo a prova di bomba. Lo ha avuto ma per ottenerlo è stato costretto a vendersi l’auto. Ora va a piedi ma ha recuperato la tranquillità. Un caso isolato, certo, ma la voglia di protezione si diffonde trasversalmente e non ha confini geografici. Non a caso Tesla, l’auto elettrica premium che sta diventando un oggetto di culto (e un segno di lusso) invia ai suoi clienti una mail nella quale offre un rifugio molto particolare. E’ una cupola trasparente e ad aria condizionata che protegge dagli attacchi ovviamente non nuclerari. Probabile che Elon Musk si voglia lanciare anche nel business degli ‘oggetti rifugio’.

t. p.

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