11 apr 2022

Consorzio Coralis, così la ‘piccola’ distribuzione si è organizzata

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Consorzio Coralis, così la ‘piccola’ distribuzione si è organizzata

SI CHIAMA CORALIS, ed è un Consorzio di imprenditori italiani che opera nel settore distributivo attraverso una rete multicanale: centri di distribuzione, negozi al dettaglio, per lo più di vicinato, strutture Cash&Carry e ingrosso. Una realtà che, su aspetti chiave come qualità e conoscenza, intende continuare a portare avanti i suoi valori: in due anni di pandemia, Consorzio Coralis non si è limitato a implementare soltanto i servizi, ma anche la digitalizzazione dei punti vendita, così come ha ripensato agli assortimenti per sostenere i produttori locali. Un percorso che tende a portare alla luce la bontà dei prodotti, senza mai dimenticarsi del benessere delle persone e dell’ambiente.

Eleonora Graffione, presidente Consorzio Coralis, come si presenta la vostra realtà?

"Il nostro è un consorzio che, grazie ad una grande determinazione e alla caparbietà dei protagonisti, ha retto il mercato guadagnandosi continuità. Tanto da rendersi indipendente nel 2004: da allora, rappresentiamo aziende di piccole e medie dimensioni sul mercato, che però sono fortemente radicate sul territorio. Realtà, dunque, che seppur a livello nazionale non hanno numeri paragonabili a quelli di grandi player, riescono ad essere sul loro territorio un’insegna di riferimento".

Su che cosa puntate?

"Cerchiamo di aiutare i nostri soci ad avere visibilità in termini di immagine, con un ufficio stampa dedicato grazie al quale riusciamo ad essere attivi per segnalare nuove aperture così come le iniziative portate avanti a livello locale. Ma non solo. Facciamo accordi quadri riguardo e-commerce, o riguardo gestioni dell’energia e collaborazioni commerciali dove vediamo opportunità di business. Non ultimo, portiamo avanti diversi progetti, quali Etichetto..."

Di che cosa si tratta?

"Nel 2015 abbiamo fatto un restliyng del marchio e ci siamo chiamati ‘Piccola Distribuzione Organizzata’, proprio perché volevamo ottenere un’identità differente rispetto alla più nota GDO. Ed il progetto Etichetto – dove siamo stati affiancati dal professor Giorgio Di Tullio – ci ha accompagnato in questo percorso. Si tratta di una selezione di prodotti di ottima qualità che dovevano avere un requisito ben preciso: il loro processo produttivo doveva essere interamente italiano, dalle materie prime alla location. Un progetto molto ambizioso, che prevedeva di non togliere l’etichetta del fornitore per non privarlo della sua identità, ma di valorizzarlo con il nostro bollino ‘Etichètto’, una super clear label. Ora seguendo i trend di mercato e i nuovi stili di vita lo stiamo rivedendo per riattualizzarlo".

E quali sono le modifiche?

"Il protocollo era troppo rigido, dunque abbiamo deciso di evolverlo in un’ottica che mantenga la filosofia iniziale, ma allargandolo anche a eccellenze straniere. Questo però senza cambiare i nostri obiettivi, ma solo la base su cui lavorare: è un progetto di grande valore e quindi merita di ottenere buoni riscontri".

Quali sono le nuove richieste del mercato?

"Il cliente è sempre attento all’aspetto salutistico di ciò che mangia, così anche come all’etica delle aziende produttrici, al contenimento dello spreco domestico e a tutte le tematiche legate alla sostenibilità, dal packaging al controllo della filiera. Tutti argomenti estremamente attuali a cui gli italiani sono particolarmente sensibili".

Un esempio?

"Abbiamo fatto un accordo con Regusto, che si occupa dello spreco alimentare in due modi diversi, o regalando prodotti vicini alla scadenza o mettendoli su una piattaforma a disposizione della comunità a dei prezzi molto contenuti. È per questo che è importante ribadire progetti che non siano di facciata, ma che puntino alla concretezza e al raggiungimento degli obiettivi, così come facciamo noi: il nostro vantaggio, essendo un consorzio formato da aziende di piccole e medie dimensioni, è proprio quello di riuscire a portare a compimento le scelte con grande rapidità. Oltre a questo, siamo attivi anche attraverso altre iniziative, come la campagna delle arance con la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro. Ma non solo, per il 2022 abbiamo ripreso il nostro percorso di formazione con il professor Di Tullio: una serie di incontri che ci aiuteranno a focalizzare maggiormente la nostra identità consortile e a scoprire ed attuare tutte le possibili sinergie tra i soci al fine di essere uno di aiuto all’altro nello sviluppo del business".

Cosa significa per Consorzio Coralis prendere parte a Marca By BolognaFiere?

"Partecipare a Marca ci permette di raccontare la nostra storia e di catturare l’attenzione di piccole realtà sul territorio che non hanno ancora trovato un’identità ben definita. Inoltre, facciamo parte di ADM ed è quindi per noi importante essere presenti nell’unica vetrina prestigiosa dedicata alla Distribuzione. Infine quest’anno, per il nostro ventesimo compleanno, non potevamo certo mancare l’occasione di festeggiare insieme a tutti coloro che ci hanno aiutato a diventare quello che siamo oggi".

Giorgia De Cupertinis

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