di Achille Perego

Lockdown e Covid-19 hanno frenato l’economia ma non le opportunità di investire sulle aziende del Made in Italy. Guardando in particolare ai settori che riceveranno un forte impulso alla crescita dai cambiamenti imposti dalla pandemia e dal Recovery Plan dell’Italia, per utilizzare al meglio i 209 miliardi che, a partire dai prossimi mesi, arriveranno dall’Europa. Una conferma su come l’Italia, le sue imprese e Piazza Affari suscitino un forte interesse per gli investitori è arrivata dall’Italian Equity Week organizzata da Borsa Italiana in collaborazione con BofA Securities, Citi, Intermonte Sim, Intesa Sanpaolo-Imi Corporate & Investment Banking e Kepler Cheuvreaux-Unicredit.

Dieci giorni (dal 7 al 18 settembre) che hanno visto, ricorda Patrizia Celia (nella foto), Head of Large Caps, Investment Vehicles, & Market Intelligence di Borsa Italiana, oltre 2.100 incontri one-to-one e di gruppo con la partecipazione di 340 investitori istituzionali, due terzi dei quali stranieri, in rappresentanza di 190 case di investimento e da quattro Continenti. Un successo per questa quarta edizione che, nell’anno del Coronavirus, si è svolta per la prima volta completamente in formato digitale. "Una modalità che non ha condizionato questa edizione – aggiunge Celia –. Rispetto alle tre edizioni precedenti che prevedevano tre giorni di incontri fisici in rappresentanza di alcuni settori industriali, questa edizione, che si è svolta su un arco di dieci giorni lavorativi, ha ampliato l’offerta con l’introduzione di nuovi settori dell’economia italiana e con la presenza digitale di investitori di nuove aree geografiche che hanno dimostrato la loro attenzione per le aziende italiane, quotate e non quotate".

Si può dire che ci sia stata una partecipazione di investitori da tutto il mondo?

"Erano presenti case d’investimento internazionali che operano da Asia, Australia, Europa, Middle East, Nord America e per la prima volta ha partecipato anche una casa di investimento sudamericana".

Gli investitori che guardano al nostro Paese con chi si sono confrontati?

"Con 75 società, di cui 72 quotate (pari ai due terzi della capitalizzazione della Borsa di Milano), dei principali settori della nostra economia: consumer goods & services, infrastrutture, energia, beni e servizi industriali, healthcare e finanza. L’obiettivo dell’Italian Equity Week è quello di promuovere e supportare il dialogo tra le aziende italiane e la comunità finanziaria internazionale. Un confronto che assume un’importanza ancora più rilevante in una fase così delicata dell’economia globale in cerca di strategie di crescita capaci di rispondere allo sfidante contesto macroeconomico causato dall’emergenza Covid-19".

Quali opportunità di investimento nelle aziende del nostro Paese si possono aprire?

"Lo scenario del 2020, e non solo per il nostro Paese, è complesso. Le oltre settanta società che hanno partecipato agli incontri con gli investitori hanno illustrato i risultati del primo semestre che, mediamente, non potevano non essere in calo di fronte a un mondo che si è praticamente fermato a rotazione per alcuni mesi per il virus. Ma hanno anche rappresentato uno scenario di imprese che ha mostrato una forte resilienza e la capacità di adattarsi al "new normal" trovando risposte e soluzione ai cambiamenti imposti dalla pandemia per uscire più forti dalla crisi".

Questo significa che gli investitori internazionali stanno guardando all’Italia?

"L’interesse verso il nostro Paese è sempre rimasto costante e si può dire, tirando un bilancio di questa quarta edizione, che guardando alle opportunità future non si può non puntare sull’Italia che può vantare aziende leader in nicchie di mercato, alcune delle quali caratterizzate da opportunità di crescita e quindi di investimento anche in questo contesto. Nei dieci giorni di confronti non è prevalsa la negatività ma un cauto ottimismo. Il sistema italiano del resto ha confermato la sua leadership, anche in settori specifici, e dimostrato di avere le carte in regola per la trasformazione dei business imposta da questa nuova normalità".

In particolare gli investitori a quali settori hanno guardato?

"Quelli maggiormente interessati dal cambiamento e dai temi che riguardano l’innovazione, le tecnologie emergenti, l’ambiente, la circular economy. Quindi il settore dell’energia e delle utility, dalla produzione alla distribuzione. Ma anche le infrastrutture, le tlc, l’industria dell’healthcare, nonché le opportunità di crescita di un settore finanziario che sempre più dovrà canalizzare risorse a sostegno dell’economia reale. In generale tutte le aziende che offrono opportunità di crescita in un mondo sempre più digitale e sensibile ai temi green. Opportunità rafforzate dai programmi che saranno avviati con il Recovery Fund europeo".

Come si concretizzeranno gli investimenti di chi ha partecipato all’Italian Equity Week?

"C’è chi è già investito sui titoli delle aziende quotate e ha colto questa edizione per aggiornare le sue strategie, confermarle eo implementarle. Oppure chi era alla ricerca di società quotate su cui investire per la prima volta acquistando azioni. Ma anche per cogliere potenziali opportunità derivanti da eventuali operazioni di M&A, aumenti di capitale o accesso ai private markets per il tramite di veicoli di investimento quotati con strategie di private equity, o incontri propedeutici a un approdo in Borsa di società non quotate".