di Achille Perego Da lunedì è operativa la nuova Divisione Imi Corporate & Investment Banking (IMI-CIB) di Intesa Sanpaolo. Come si caratterizza e che cosa cambierà per la clientela? "Non cambierà nulla, anzi la nuova Divisione rappresenta un’opportunità perché rafforzerà, sia in Italia sia all’estero, l’offerta di prodotti e la relazione con la clientela in piena continuità con le linee guida strategiche della banca", esordisce Mauro Micillo (a sinistra), responsabile Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo". La crisi sta colpendo molte aziende. Quale supporto può offrire la nuova Divisione e come vi state già muovendo? "In questi mesi non abbiamo mai fatto mancare il nostro costante sostegno alle imprese e gli interventi messi a disposizione dal governo, con cui stiamo...

di Achille Perego

Da lunedì è operativa la nuova Divisione Imi Corporate & Investment Banking (IMI-CIB) di Intesa Sanpaolo. Come si caratterizza e che cosa cambierà per la clientela?

"Non cambierà nulla, anzi la nuova Divisione rappresenta un’opportunità perché rafforzerà, sia in Italia sia all’estero, l’offerta di prodotti e la relazione con la clientela in piena continuità con le linee guida strategiche della banca", esordisce Mauro Micillo (a sinistra), responsabile Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo".

La crisi sta colpendo molte aziende. Quale supporto può offrire la nuova Divisione e come vi state già muovendo?

"In questi mesi non abbiamo mai fatto mancare il nostro costante sostegno alle imprese e gli interventi messi a disposizione dal governo, con cui stiamo lavorando a stretto contatto, sono stati decisivi. Abbiamo lanciato, prendendo spunto dal grande lavoro fatto negli ultimi anni dai colleghi della Banca dei Territori, un programma per 2.500 filiere ad altissimo potenziale, con un indotto generato di circa 300 miliardi e a loro sarà destinato un plafond di dieci miliardi di nuovo credito. In un mercato composto da tante aziende di piccole dimensioni, il rapporto tra capofila e fornitori faciliterà l’accesso al credito da parte delle imprese minori".

Una parte rilevante del business della Divisione CIB proviene dai mercati internazionali. Nell’attuale fase pensa che il business con l’estero possa ancora essere così rilevante?

"La fusione accelererà anche gli obiettivi per la componente estera della nuova Divisione IMI CIB. Il peso dei ricavi generato dalla clientela internazionale è cresciuto nel corso degli ultimi sei anni dal 35% a più del 50%, a testimonianza dell’attenzione che abbiamo rivolto alle opportunità che si possono cogliere al di fuori del nostro Paese. E tutto questo sarà ulteriormente rafforzato anche perché il legame con la clientela estera rappresenta un’importante leva per attrarre investitori esteri nel nostro Paese".

Fino al 28 luglio gli azionisti di Ubi potranno aderire all’Ops lanciata da Intesa Sanpaolo. Perché dovrebbero aderire?

"Gli azionisti di Ubi hanno l’opportunità di entrare a far parte del primo gruppo bancario italiano, una realtà di dimensione europea, patrimonialmente solida, capace di creare valore, con una reddittività ai vertici del settore, un basso profilo di rischio e un modello di business resiliente e ben diversificato. Con il rilancio di 652 milioni di euro che Carlo Messina ha fortemente voluto per neutralizzare gli effetti della crisi e unire tutti gli stakeholders di Ubi, arrivano circa 310 milioni di euro per le famiglie e gli imprenditori del territorio, che possono aiutare la ripresa, e circa 80 milioni di euro per le Fondazioni, a sostegno delle erogazioni alle comunità locali. L’offerta incorpora un premio complessivo pari a circa il 45% rispetto al prezzo dell’azione UBI al 14 febbraio".

Cosa accadrà se Intesa Sanpaolo non raggiungerà i due terzi più un’azione del capitale di Ubi?

"Già acquisendo il 50% più un’azione Intesa Sanpaolo potrà esercitare la maggioranza dei diritti di voto in assemblea e legittimamente nominare un nuovo cda esercitando l’attività di direzione e coordinamento nei confronti di Ubi, nel rispetto dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale e nell’ottica complessiva del gruppo. Il rispetto della legge, inutile dirlo, è una nostra priorità e non è affatto un ostacolo alla realizzazione dell’operazione".

Gli imprenditori di Bergamo, Brescia, Cuneo, temono di vedere i propri fidi ridursi perché clienti già oggi sia di Intesa sia Ubi. Sarà così?

"Tale aspetto è stato chiarito fin da subito dal nostro ad Carlo Messina (a destra). Le aziende di qualunque dimensione a oggi affidate sia da Ubi che da Intesa Sanpaolo, nel momento in cui l’Ops andrà a buon fine, vedranno i propri fidi complessivi almeno confermati. Ciò per non far mancare da parte della nostra banca quel supporto necessario ad affrontare un momento tanto delicato come quello attuale".