Lo stabilimento Ilva di Taranto (foto Ansa, Questura)
Lo stabilimento Ilva di Taranto (foto Ansa, Questura)

Taranto, 5 novembre 2019 - Ilva, il governo alza i toni e avverte ArcelorMittal. "E' stato stipulato un contratto e domani saremo inflessibili sul rispetto degli impegni incontrando l'azienda". Così il premier Giuseppe Conte alla vigilia dell'incontro con i vertici, sottolineando che "non sono in gioco solo 9 mila famiglie, ma c'è tutto un indotto molto più cospicuo. Faremo di tutto per difendere gli investimenti produttivi e questa comunità di persone".

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ribadisce l'impegno ad "evitare quello che sarebbe un esito negativo drammatico", mentre Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli attacca l'azienda: "Prende in giro lo Stato. Il piano industriale è stato disatteso nei numeri, nella prospettiva di rilancio e non ha proiezione futura. Questo per via di errori macroscopici delle figure apicali e di contingenze macroeconomiche legate al mercato dell'acciaio".

Arcerol Mittal

Intanto, l'Ad di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli ha confermato ai segretari generali di Fim, Fiom, Uilm e Usb, nel corso di un incontro che si è svolto oggi pomeriggio nello stabilimento tarantino, la volontà di recedere dal contratto. "Ci è stato detto che al momento, per quanto attiene le questioni del piano ambientale e delle manutenzioni di cui necessita lo stabilimento, continueranno a mantenere gli impegni fino a quando rimarranno", ha detto Biagio Prisciano, della Fim Cisl, sottolineando che la procedura per la restituzione dello stabilimento ai commissari "poteva essere fatta successivamente, ma Morselli ha dichiarato che domani sarà anche importante l'incontro con il premier Conte". Sempre domani, la Morselli avvierà la procedura tecnica di riconsegna all'amministrazione controllata del personale dello stabilimento

"Anche con scudo, contratto ineseguibile"

Nell'atto di citazione di ArcelorMittal all'Ilva in amministrazione straordinaria - depositato al tribunale di Milano - si legge che anche se "la protezione legale fosse ripristinata, non sarebbe possibile eseguire il contratto" in quanto c'è la possibilità che, per un provvedimento dell'autorità giudiziaria di Taranto, venga di nuovo spento l'altoforno 2 e "in tal caso dovrebbero essere spenti anche gli altiforni 1 e 4 in quanto, per motivi precauzionali, sarebbero loro egualmente applicabili le prescrizioni" del tribunale sull'automazione degli altiforni. Quindi il contratto sull'Ilva di ArcelorMittal andrebbe considerato "risolto". A pubblicare l'atto il "Corriere del Giorno", giornale on line di Taranto. Lo staff di legali di ArcelorMittal, come prima richiesta al Tribunale di Milano, fa quella di dichiarare sciolto il contratto per l'Ilva di Taranto in quanto venendo meno la protezione legale, l'azienda ha legittimamente esercitato il diritto di recesso.

Il lungo post di Patuanelli

Ad Jindal in Italia giovedì

Sajjan Jindal, presidente e amministratore delegato del gruppo siderurgico indiano JSW, arriverà in Italia giovedì. Secondo fonti vicine al dossier, il patron di Jsw, protagonista del passato negoziato per rilevare l'Ilva, poi promessa ad ArcelorMittal, sarà a Piombino dove il suo gruppo ha rilevato le ex acciaierie Lucchini. Secondo indiscrezioni - smentite però dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - Matteo Renzi sarebbe al lavoro per una cordata alternativa ad ArcelorMittal che coinvolgerebbe Jindal.

Renzi e Pd: emendamento per reintrodurre scudo

Matteo Renzi, nella sua e-news, afferma: "Il problema è che io ritengo che Mittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti". E spiega: "Qui il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto per togliersi dai piedi un potenziale concorrente. E' un rischio che molti hanno evocato fin dai tempi della gara, nel 2017. Ma proprio per questo credo che si possa agevolmente recuperare la questione dello scudo penale anche con un emendamento al Dl fiscale che sta per arrivare in Parlamento (lo ha già preparato la collega Lella Paita e lo firmeranno molti di noi)". Pronto un emendamento anche da parte del Pd, dice il capogruppo alla Camera Graziano Delrio: "Prima vengono i lavoratori. Abbiamo già preparato un emendamento per ritornare alla situazione precedente in ex-Ilva e togliere ogni pretesto a chiunque".

Lezzi: non si torni indietro

Presa di posizione netta dell'ex ministro per il Sud, Barbara Lezzi  (Movimento 5 Stelle). "So che possono essere intraprese diverse strade, ma senza tornare indietro su quello che il Parlamento ha deciso due volte, una volta con la Lega e una con il Pd", ha detto in Aula a proposito dell'immunità penale per la bonifica penale ad Arcelor Mittal. "Io sono sempre stata contraria all'immunità e ringrazio la Lega perché grazie a loro che abbiamo abolito lo scudo. La mia posizione non è mai cambiata", ha aggiunto.