Roma, 5 settembre 2018 - Al ministero dello Sviluppo economico è in corso la trattativa ristretta sull'Ilva. Dal tavolo calendarizzato dal ministro Luigi Di Maio, a cui sono presenti Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal, le delegazioni di categoria, Fim Fiom Uilm, i Commissari straordinari, oltre ai vertici del Mise, emerge una prima bozza di accordo. Che riguarda in primis il tema occupazionale: "Verrà formulata una proposta di assunzione a tempo indeterminato a 10.300 lavoratori", si legge nel verbale che circola in queste ore, dove si specifica che le assunzioni saranno ripartite in 10.100 entro il 31 dicembre 2018 e 200 entro il 31 dicembre 2021. 

"Alla condizione che si perfezioni l'operazione nei termini e alle condizioni di cui al contratto come modificato dall'accordo di modifica, verrà formulata una proposta di assunzione a tempo indeterminato presso le affiliate ad un numero complessivo di 10.300 lavoratori che siano alle dipendenze della società Ilva già alla data di sottoscrizione del contratto, di cui 10.100entro il 31 dicembre 2018 e 200 entro il 31 dicembre 2021", si legge nella bozza di intesa. Inoltre il colosso industriale si è detto pronto ad assumere tutti i lavoratori in esubero non prima del 2023, che non abbiano usufruito né di incentivi all'esodo né di prepensionamenti né di una offerta di lavoro all'interno della nuova Ilva.

Ma la proposta non soddisfa la Fiom e il segretario generale Francesca Re David chiarisce: "Allo stato attuale siamo lontanissimi".  "Arcelor Mittal - ha detto - è molto coerente: non cambia posizione, sta esattamente al piano con cui ha vinto la gara, non si è spostata di nulla". Secondo Re David "la proposta di 10.100 assunzioni era già arrivata quando ministro dello Sviluppo economico era Carlo Calenda, ma a noi - ha ribadito - interessa la piena occupazione". E anche il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, durante la pausa dal tavolo commenta: "ci hanno proposto un documento che pensiamo non vada bene perché riproduce fedelmente quello che ci hanno già detto in questi mesi". L'unica apertura, ha spiegato, "è che da 10.000 passerebbero a 10.300 le persone da assumere". Al momento, secondo Palombella "non ci sono le condizioni per arrivare in tempi brevi a formulare un'intesa" e il clima che si respira nella riunione "è pesante, ma noi non abbandoneremo il tavolo e andremo avanti per tutto il tempo necessario, la nottata e il giorno dopo, per trovare un'intesa giudicata da noi positiva".