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Ilva, Di Maio non annulla la gara. Acciaierie ad ArcelorMittal

Pubblicato il parere dell'Avvocatura: "Non basta l'illegittimità, prevalga l'interesse pubblico". E Calenda attacca: "Di Maio ha distorto la realtà dovrebbe dimettersi"

Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2018 alle 18:09
Di Maio durante l'incontro sull'Ilva al ministero (Ansa)

Roma, 8 settembre 2018 - Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha chiuso formalmente il procedimento avviato sulla gara di aggiudicazione dell'Ilva e, quindi, ha disposto "di non procedere all'annullamento". A comunicarlo è lo stesso Mise sul suo sito con un documento inviato alla società Am Investco Italy (del gruppo ArcelorMittal) e per conoscenza ai commissari nel quale si richiama l'accordo siglato con i sindacati due giorni fa (su cu è stato indetto un referendum degli operai). 

Il vicepremier M5s ha anche diffuso anche il testo del parere dell'Avvocatura generale dello Stato, che giudica annullabile la gara se si ravvisa un "particolare interesse pubblico" ed esprime dubbi sulla mancata valutazione "della nuova offerta in rilancio formulata da Acciai Italia" (l'altra cordata in gara per l'Ilva). Dunque per annullare l'aggiudicazione dell'Ilva ad ArcelorMittal non basta che la procedura abbia profili di illegittimità ma è necessario l'interesse pubblico "attuale e concreto". 

Inoltre - fa presente sempre l'Avvocatura - "non può trascurarsi che a suo tempo AcciaItalia non ha ritenuto di assumere alcuna iniziativa processuale" e anche che "un eventuale annullamento degli atti con retrocessione del procedimento alla fase dei rilanci non avrebbe ormai alcun effetto utile" da momento che la cordata è stata sciolta.

Immediato l'affondo del ex ministro Carlo Calenda che chiede le dimissioni di Di Maio. "Chiaro ora perché Di Maio ha tenuto segreto il parere! L'Avvocatura conferma in pieno parere precedente su rilanci. Eccesso di potere ci sarebbe stato se non si fosse tenuto in conto interesse pubblico. In un Paese serio un Ministro che distorce un parere istituzionale si dimette", scrive su Twitter allegando le due pagine del parere dell'Avvocatura con tanto di evidenziatura in rosso delle parti salienti. 

CONFINDUSTRIA - Intanto soddisfazione per l'esito della vicenda è stato espressa da Confindustria. "Ci convince il risultato" dell'accordo, "si è risolta una grande questione del Paese", ha infatti dichiarato il presidente Vincenzso Boccia dal Forum Ambrosetti a Cernobbio. "Ci auguriamo che da Taranto parta una fase nuova di attenzione all'industria", ha aggiunto.

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