Roma, 6 settembre 2018 - E' stata siglata l'ipotesi di accordo sulla cessione di Ilva ad Arcelor Mittal dopo una lunghissima trattativa con i sindacati. Vi sarà poi, come da prassi, il referendum tra i lavoratori (il cui esito si conoscerà entro il 13 settembre). L'intesa si è trovata sull'assunzione subito di 10.700 dipendenti. Ieri Mittal aveva proposto 10.300 entro il 2021. Azzerati gli esuberi. Previsto l'avvio di un sostanzioso piano di incentivazione per complessivi 250 milioni, circa 100 mila euro lordi a lavoratore in caso di uscita anticipata. Circa 4,2 i miliardi che Mittal si è impegnata ad investire sul piano industriale e ambientale. L'azienda inoltre, sottolinea la Fiom, si è impegnata ad assicurare l'articolo 18 a tutti gli assunti. E anche il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, dice: "Tutti i lavoratori saranno assunti con l'articolo 18, quindi il Jobs Act non entra in fabbrica".

L'accordo raggiunto al Mise è stato "il miglior risultato possibile nella peggiore situazione possibile", ha detto Di Maio parlando con i giornalisti al termine dell'intesa siglata, annunciando anche "una legge speciale per Taranto" perché "l'obiettivo ora è rilanciare la città". E ancora: "Abbiamo raggiunto un obiettivo" con l'intesa "in tre mesi dopo sei anni di inconcludenze". Oggi - sottolinea - "inizia solo un percorso" che sarà molto lungo, sottolinea il ministro.

L'amministratore delegato di ArcelorMittal, Matthieu Jehl, ringraziando governo, sindacati e commissari, dice: "Oggi è l'inizio di un lungo percorso per fare dell'Ilva un'impresa più forte e più pulita".

IL PREMIER CONTE - "Di Maio ha fatto un lavoro veramente egregio - commenta il premier Giuseppe Conte da Ischia - è stato molto sapiente il percorso che abbiamo costruito, abbiamo acquisito il parere dell'Anac e dell'Avvocatura dello Stato, sono emerse irregolarità evidenti, ma l'annullamento della gara non è così semplice. Non basta un vizio formale occorre dimostrare che attraverso quell'annullamento si realizza meglio l'interesse pubblico. I dati che sono stati resi noti sono di assoluta eccellenza".

FIOM - Sull'Ilva "l'accordo è fatto e per noi per essere valido deve essere approvato dai lavoratori con il referendum", sostiene la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. Sull'esito delle assemblee dei lavoratori "siamo fiduciosi", ha aggiunto. Contemporaneamente - sottolinea Re David, parte anche un piano di incentivi alle uscite volontarie e l'azienda "si è impegnata ad assumere tutti gli altri che restano in carico all'Ilva senza penalizzazioni e con l'articolo 18". Molto migliorato anche il piano ambientale "che porta all'accelerazione delle coperture dei parchi e a un limite fortissimo delle emissioni. Se Ilva vuole produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio lo deve fare senza aumentare di nulla le emissioni che ci sono".

UILM - "L'elemento importante è che non ci sono esuberi - dice il segretario generale della Uilm Rocco Palombella - Noi sostenevamo che bisognasse aumentare il numero degli assunti da subito e siamo riusciti a ottenere un numero importante: 10.700 lavoratori compresi i 285 delle affiliate". Il piano, spiega anche Palombella, prevederà il "completo assorbimento di tutti i lavoratori a partire dalla fine del Piano ambientale e in concomitanza con la cessazione dell'Ilva in liquidazione; a partire dal 2023, quindi, ci sarà il riassorbimento dei lavoratori che non hanno avuto accesso agli ammortizzatori. Non ci sarà riduzione dei salari e saranno mantenuti i diritti acquisiti".

FIM - "La caparbietà e la determinazione del sindacato ha sbloccato la rigidità aziendale e ha convinto il governo attraverso Di Maio a superare una fase di speculazione politica sulla vertenza e a concentrarsi sul futuro dei lavoratori, dell'industria e dell'ambiente", ha detto il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli, che dopo l'intesa sull' Ilva raggiunta al ministero dello Sviluppo economico parla di "una svolta decisiva".

SCIOPERO REVOCATO - Infine il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini, ha annunciato che è stato revocato lo sciopero proclamato per martedì 11 settembre dalle sigle dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e dal'Usb.

BOCCIA: BEL SEGNALE - Soddisfatta anche Confindustria. La chiusura dell'accordo "è un bel segnale per il Paese - dice il presidente Vincenzo Boccia. Ed è la riprova che è possibile coniugare le ragioni dell'occupazione con quelle dell'ambiente e dello sviluppo nel rispetto delle prerogative dell'acquirente". E aggiunge: "Auspichiamo che possa essere l'inizio di una svolta che riporti la questione industriale al centro dell'attenzione nazionale''.