Roma, 10 maggio 2018 - Il nuovo governo ancora non c'è, ma già incombe come un macigno sulla trattativa Ilva. Fumata nera, al tavolo governo-sindacati:  Fim, Uilm e Fiom lasciano l'incontro e il ministro - ancora per poco - Carlo Calenda dichiara: "Il governo ritiene di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l'occupazione. Il dossier passa al nuovo governo".
I sindacati motivano così la scelta di rompere la trattativa: "Testo non condivisibile", ha detto Palombella. "Gli esuberi restano", incalza Bentivogli e "Mittal non si è mossa di un millimetro", registra Re David. 

Molto chiaro il tweet del ministro Calenda: 


E i sindacati rispondono così:

SINDACO PREOCCUPATO -  La proposta di accordo sull'Ilva presentata dal ministero dello Sviluppo economico ai sindacati non era "una cattiva proposta" e ora la situazione per Taranto è preoccupante, dice Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto, secondo cui c'erano troppi condizionamenti politici. "Gli enti locali - ha spiegato - si sono sforzati di rimuovere qualunque alibi alle parti sociali. Il tavolo oggi è stato positivo con il rammarico di non aver potuto chiudere il cerchio intorno alla vertenza sindacale che è altra cosa. Ora la situazione si fa critica". Melucci continua: "Ci aspettavamo un po' di responsabilità da parte delle parti sociali: qualcuno ha buttato benzina sul fuoco invece di lavorare, non bisognava fare l'errore di iniettare di politica una vicenda industriale così complicata". "Noi - ha proseguito - siamo sempre disponibili a svolgere il lavoro di facilitatori. Ci pare di capire che la proposta del governo non fosse una cattiva proposta" e contenesse "ulteriori elementi di tutela per i lavoratori in esubero".