Gli impianti della fabbrica Ilva di Arcelor Mittal a Taranto (Ansa)
Gli impianti della fabbrica Ilva di Arcelor Mittal a Taranto (Ansa)

Roma, 5 dicembre 2019 - Bocciatura senza appello del piano di ArcelorMittal per l'Ex Ilva che prevede 4.700 esuberi entro il 2023. Dopo il no dei sindacati, oggi arriva anche quello del premier Giuseppe Conte. Il nuovo progetto "non va assolutamente bene, è molto simile a quello originario, lo respingiamo", dice infatti il presidente del Consiglio rispondendo ai giornalisti a margine di un evento a Palazzo Chigi. "Lavoreremo durante questo negoziato - assicura Conte - agli obiettivi prefissati con il signor Mittal e sui quali il signor Mittal si è impegnato con me personalmente a raggiungere. E ci riusciremo".

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E, mentre il Pd esorta ArcelorMittal a "non tirare più la corda", sulla vicenda interviene anche Confindustria. "Non amiamo l'investimento pubblico ma è chiaro che con siti strategici come questi occorre fare una riflessione", dice il presidente Vincenzo Boccia. "È un sito che non solo è collegato a tanti stabilimenti in Italia, che non pone solo la questione Taranto - continua il numero 1 degli industriali -. È determinante per una dimensione di industria primaria: se non siamo competitivi su questo in termini di filiera perdiamo competitività anche su altri settori. Quindi occorre anche definire delle strategie e delle priorità". "Speriamo che prevalga il buon senso, siamo al primo round di un confronto serrato che si è aperto - aggiunge -. L'augurio è che si chiarisca l`aspetto congiunturale e di criticità che il mondo dell`acciaio vive in Europa e chiaramente anche a Taranto e che si possa ricostruire un percorso attraverso anche un confronto serrato nell`interesse di tutti".