Il World Economic Forum (Wef) ha selezionato altre 18 fabbriche ‘del futuro’, che vanno ad aggiungersi alla suo ‘Global Lighthouse Network’, una rete di impianti manifatturieri tanto all’avanguardia nell’applicare le tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale in termini di impatto operativo e ambientale da essere considerati dei veri e propri fari a livello mondiale per il settore. Sale così a 44 il numero degli impianti del Network, avviato nel 2018. Oltre metà delle nuove fabbriche ‘del futuro’ (dieci) sono in Asia, tre in Europa (nessuna in Italia) e solo una negli Usa. Sono tutti siti accomunati dall’esteso utilizzo delle tecnologie più avanzate, quali l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things industriale, l’automazione più innovativa e il data analytics, che hanno permesso aumenti della produttività e riduzione dei costi e dei tempi operativi. E, almeno in un caso, anche una maggiore soddisfazione dei dipendenti.

In Asia gli stabilimenti leader sono quelli della Baoshan Iron & Steel (Shanghai, Cina), della Foton Cummins (Pechino), della GE Healthcare (Hino, Giappone), che grazie all’utilizzo della tecnologia digitale ha ridotto i costi del 30% e i tempi del ciclo del 46%), della Haier (Shenyang, Cina), che ha migliorato la produttività del 28% grazie all’innovazione, della Hitachi (Hitachi, Giappone), che usando l’Internet of Things ha ridotto i tempi dei prodotti core del 50% senza minare la qualità, della Infineon a Singapore (nella foto), che usando automazione avanzata e data analytics ha ridotto i costi del lavoro del 30% e migliorato l’efficienza del capitale del 15%, della Johnson & Johnson DePuy Synthes (Suzhou, Cina), che ricorrendo a soluzioni digitali ha migliorato la produttività del 15%.