Nel tondo: Matteo Lentini, managing director di Ufirst. In alto: una coda ai tempi del Coronavirus
Nel tondo: Matteo Lentini, managing director di Ufirst. In alto: una coda ai tempi del Coronavirus

Da 500 punti vendita serviti al raddoppio nel mese di maggio con la prospettiva di raddoppiare ancora entro la fine del mese di giugno. In altre parole: Ufirst da aprile ha fatto fare la spesa a oltre 2 milioni di persone. Nata nel 2016, Ufirst è una piattaforma, disponibile via app e via web, realizzata con il preciso intento di cambiare definitivamente il modo con cui le persone accedono ai servizi (erogati da strutture pubbliche e private) più congestionati in città, permettendo un significativo e concreto risparmio di tempo.

È semplice: l’utente si mette in coda e prende appuntamento attraverso un’app. Pensando al lockdown e al commercio di queste ultime settimane non è difficile capire perché ufirst abbia ricevuto un’impennata nelle richieste. Ma vale la pena ripercorrere la storia dell’azienda, soprattutto per quanto riguarda l’ambito di attività: "Partiamo dal presupposto che il tempo è una risorsa scarsa: siamo nati come piattaforma on demand di biglietti prioritari – spiega Matteo Lentini, managing director di Ufirst –. Biglietti con i quali velocizzare le code in aeroporto e altri servizi. Poi abbiamo capito che anche chi vive le città ha la necessità di risparmiare tempo e ci siamo allargati a uffici pubblici e aziende". E qui arriva un altro passaggio decisivo: quello che ha portato da una soluzione hardware ad un software: "Pensiamo agli uffici pubblici, qui la fila può essere gestita con un totem – afferma Lentini –. Poi, però, ci siamo concentrati sul software perché le aziende hanno bisogno di soluzioni che possano gestire dai loro dispositivi e i clienti devono fare tutto dallo smartphone".

Oltre ad Esselunga, Ufirst adesso lavora per Tim, Eataly, Ikea e Leroy Merlin, solo per fare alcuni esempi. I clienti di Esselunga, ad esempio, hanno la possibilità di "mettersi in fila stando a casa" con diverse modalità. Tutti coloro già in possesso dell’applicazione Ufirst per smartphone possono, grazie al sistema di geolocalizzazione, visualizzare direttamente dal telefono lo store di Esselunga più vicino, prendere virtualmente dall’app il numero per l’accesso e monitorare l’avanzamento della fila da remoto, ricevendo notifiche in prossimità del proprio turno e recandosi sul posto solo da quel momento. Chi non avesse ancora scaricato Ufirst e fosse già in prossimità di uno dei negozi Esselunga dove la app è attiva, potrà riservare il proprio posto semplicemente comunicando al personale il numero di cellulare. Il sistema Ufirst invierà sms con lo stato di avanzamento della propria posizione in fila fino al proprio turno.

L’azienda collabora anche con Leroy Merlin, azienda multispecialistica della grande distribuzione. Anche in questo caso, chi è in possesso della app può, grazie al sistema di geolocalizzazione, visualizzare il negozio di interesse e staccare virtualmente dall’app il numero per la fila. È anche possibile monitorare l’avanzamento della coda da remoto, ricevendo notifiche in prossimità del proprio turno e recandosi così all’ingresso dell’esercizio solo in quel momento. Coloro che non possiedono ancora l’applicazione possono comunque riservare il proprio posto in fila semplicemente comunicando al personale posto all’ingresso, grazie al servizio di concierge, il numero di cellulare.

Ufirst si sta affacciando anche su realtà molto più piccole. Realtà che, a causa della pandemia, si sono ritrovate con l’esigenza di dover gestire in modo diverso i loro clienti. Ed è a loro che Ufirst si sta rivolgendo con un sistema che si installa in circa mezz’ora e a costi sostenibili per un piccola azienda. "Ci sono anche strutture più piccole che non possono creare file, abbiamo deciso di introdurre Ufirst agenda, siamo l’unico software che mette insieme la fila con la gestione dell’appuntamento – afferma Lentini –. Se qualcuno non viene, io non ho un disservizio qualcuno che è in fila virtuale". La marcia in più di Ufirst non sta tanto nel servizio. O meglio: non solo in quello. Sta nella capacità di rispondere alle esigenze reali dei clienti. Insomma, nella capacità di adattarsi.

"Non gestiamo solo l’appuntamento, ma anche le persone che non si presentano – aggiunge Matteo Lentini –. Se resta all’ultimo momento uno spazio vuoto la nostra app è in grado di riempirlo". Esigenze che non si fermano solo all’Italia, ma sono comuni al mercato globale. Per questo motivo Ufirst si sta espandendo anche all’estero. In particolare Gran Bretagna, Francia, Spagna e nei Paesi del Sud America. "In America Latina ci sono condizioni per noi favorevoli: una popolazione più giovane della nostra che si sta affacciando al digitale. E la propensione molto spiccata mettersi in fila per tutte le attività", precisa Lentini.