Giovedì 11 Luglio 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Il veto dell’Italia blocca il Mes. Giorgetti: "È sale sulla ferita"

Il ministro e la Lega contro il fondo salvastati. Salvini: "Lo approvino loro". E nell’Ue rallenta la crescita

Il veto dell’Italia blocca il Mes. Giorgetti: "È sale sulla ferita"

Il veto dell’Italia blocca il Mes. Giorgetti: "È sale sulla ferita"

Non se ne parla, l’Italia non ha nessuna intenzione di mettere la sua firma sul nuovo trattato del Mes, il cosiddetto Fondo Salva Stati. Il pressing dei ministri economici dell’Ue sul responsabile del dicastero di via Veneto, Giancarlo Giorgetti, è stato tanto asfissiante quanto inutile nella due giorni dell’Ecofin, a Lussemburgo. "Affrontare il tema in questo momento mi sembra un po’ buttare il sale sulla ferita. In Parlamento non c’è una maggioranza per approvarlo", spiega polemicamente il ministro italiano. E, da Roma, rimbalza anche il no secco della Lega: "All’Italia non serve un’altra follia europea. Se lo approvino loro", sentenzia Matteo Salvini.

Dietro le quinte, però, qualcosa si muove. Proprio ieri, la Commissione ha cominciato a scoprire le carte sul sentiero di rientro dal deficit conseguente all’avvio della procedura di infrazione: un sacrificio fra i 10 e i 12 miliardi all’anno. Nei suoi incontri bilaterali, Giorgetti ha trovato una certa disponibilità da parte del direttore del Mes a valutare possibili modifiche e trasformarlo in una sorta di Fondo sovrano da utilizzare per le spese di Difesa alleggerendo così il debito dei partner europei. Si tratta però, ha avvertito il ministro dell’Economia, di "una discussione appena abbozzata". Che, tra l’altro, ha incontrato molte resistenze da parte di quasi tutti i Paesi, specialmente i nordici. Lo stallo sul Mes che si protrae dall’inizio del governo Meloni, dunque, continua. Come ha detto il ministro Giorgetti, "non se ne esce".

Il ministro ha anche toccato le questioni legate alla manovra economica. "Costruiremo il quadro di finanza pubblica tenendo presente che l’obiettivo politico prioritario è confermare la decontribuzione per i redditi medio bassi. Questo è prioritario. Poi vengono le altre misure". Sullo sfondo dell’Ecofin si è aggirato, però, anche lo spettro del rallentamento dell’economia. In Europa le industrie girano al minimo: l’indice Pmi Flash per la zona euro, pubblicato da S&P Global e calcolato sulla base di sondaggi aziendali, è sceso a 50,8, il livello più basso in tre mesi, da 52,2 di maggio. E, mentre il vecchio continente frena, gli Stati Uniti continuano a correre: l’indice sull’attività manifatturiera è aumentato a giugno più delle attese, segnalando un ritmo di espansione ancora robusto.