FIRENZE

Secondo uno degli ultimi rapporti Irpet, l’industria turistica toscana nel 2020 rischia di perdere tra i 4 e i 7 miliardi di euro a causa dell’emergenza Coronavirus, con una diminuzione delle presenze turistiche che oscillerà, secondo gli scenari, dal migliore al peggiore, tra il 38 e il 67 per cento. Ma potrebbe andare meglio del previsto. Ne è convinto il direttore dell’agenzia regionale Toscana Promozione Turistica, Francesco Palumbo (foto).

Il turismo riuscirà a rialzarsi?

"I segnali sono positivi. Nelle ricerche sul web l’Italia, e la Toscana in particolare, restano destinazioni privilegiate. Alcune località balneari registrano il tutto esaurito in luglio e agosto. Se riuscissimo a estendere questo trend anche per il resto della stagione e nelle altre destinazioni, come le città d’arte, sarebbe possibile ridurre il pesante impatto che ha avuto nei mesi scorsi la pandemia sul settore".

Il virus fa ancora paura?

"L’incertezza generata dalla pandemia è profonda. Ancora oggi alcuni confini sono chiusi, per alcuni Paesi è richiesto di restare in quarantena all’arrivo, il che tutto sommato disincentiva i viaggi, ma siamo in una fase in cui anche la domanda turistica ha cambiato il proprio modo di sentire e di voler fare turismo. E’ una fase che rappresenta una grande occasione di cambiamento e di ripensamento dell’offerta".

Le famiglie hanno pochi soldi. Non si rischia il ‘mordi e fuggi’ limitato a pochi fine settimana?

"Anche il turismo del fine settimana, o dello ‘short break’, cioè del fine settimana allungato a quattro giorni, è interessato a scoprire destinazioni più vicine, che magari prima dava per scontate. Inoltre, la tendenza che rileviamo è che la maggioranza dei turisti che arrivano in Toscana cercano la lunga permanenza. Vogliono diventare cittadini temporanei, sentirsi accolti, essere guidati alla scoperta di angoli sorprendenti del territorio".

Come convincere, allora, i turisti a visitare le nostre bellezze?

"Nella nuova campagna che abbiamo lanciato come Toscana Promozione Turistica puntiamo proprio sulla nuova tipologia di vacanza, cercando di intercettare i tanti che, essendo in smart working, potranno trasferirsi al mare o in montagna, per continuare a lavorare alternando l’impegno a momenti di relax. Scommettiamo con forza anche sui viaggi ‘romantici’ e su quelli dedicati alla scoperta della natura che grazie all’open air non nascondono le insidie da assembramento. A tal proposito, stiamo lavorando a un grande progetto per creare sulla costa toscana la più grande zona turistica green d’Europa. Stiamo stringendo accordi con le Ferrovie, con gli enti locali, le pro loco e i singoli imprenditori per proporre pacchetti completi a basso impatto ambientale".

Il bonus vacanze sarà utile a incentivare i viaggi e le vacanze?

"Credo che il bonus possa essere sfruttato bene anche dagli operatori della Toscana e da quelle famiglie che quest’anno non sceglieranno le grandi destinazioni, ma i piccoli comuni. Sarà un turismo più all’aria aperta, con gli amici o con i parenti, verso le destinazioni anche vicine, ma meno note".

Sarà un turismo solo italiano?

"Prevalentemente italiano. Da settembre in poi si riaffacceranno con maggiore decisione anche i flussi dal Nord Europa, Germania, Paesi Bassi, poi dal Regno Unito, nell’attesa che la grande attenzione che continua ad esserci per la Toscana, sia nel nord America che nei Paesi asiatici, torni a tradursi in flussi turistici nel 2021".

Riaprono le frontiere esterne all’Unione europea: rivedremo anche i turisti stranieri?

"La riapertura delle frontiere sicuramente aiuta a ridurre questa sensazione di incertezza che porta i turisti a prenotare a ridosso della data del viaggio. Però, perché la riapertura delle frontiere stimoli la decisione di viaggiare, servono alcuni passaggi. Uno di questi è promuovere il nostro territorio con nuove iniziative e nuove proposte, che contribuiscano all’immaginario di una Toscana accogliente, che si prende cura del visitatore, gli consenta vacanze in plein air e attività sportive".

Quando si tornerà, in termini di presenze, al turismo pre-Covid?

"Se non ci saranno colpi di coda del virus, ci immaginiamo che, a partire dalla prossima primavera, riprenderà un turismo più pieno, per arrivare nell’estate 2021 a rivedere in Italia i flussi più tradizionali".

Monica Pieraccini