Si definisce un trader self-made-men. Un autodidatta che fin da ragazzino, nei primi anni Settanta, amava consultare le quotazioni delle azioni sul giornale che poteva leggere alle 20, quando suo padre tornava dal lavoro. «Non so perché lo facessi, ma era una cosa che mi piaceva molto», racconta Tony Cioli Puviani (nella foto a destra).

Laureato con 110 e lode in Economia e Commercio all’Università di Bologna, master MBA nella gestione d’impresa, Cioli Puviani ha cominciato a occuparsi di Borsa trent’anni fa, quando era ancora il tempo delle grida in Piazza Affari, presso l’agente di cambio milanese Leonardo Belloni. Poi, dopo varie esperienze manageriali in importanti aziende italiane, dal 2000 è diventato un trader professionista indipendente.

E a chi vuole – da neofita – o a chi sta già dedicando tempo e risorse al trading, spiega qual è stato e qual è il suo modo di operare. Quello di un top trader che nell’ambiente si definisce ‘discrezionale’. Che si basa cioè sulle proprie scelte, l’intuito e i segnali di ‘dissonanza’ che avverte sui mercati, supportato dall’analisi tecnica ma meno incline all’uso delle macchine e della tecnologia, dagli algoritmi ai robot advisory al social trading.

‘Tradare attraverso l’analisi intramarket con l’ausilio dell’analisi tecnica’ è il titolo della dispensa curata da Tony Cioli Puviani, scaricabile gratuitamente dal sito www.youfinance.it, che inaugura, insieme ad altre due guide (presentate nelle prossime pagine) la terza settimana della seconda edizione di YouFinance.it (Investi Bene), il seguitissimo percorso formativo gratuito di finanza online curato da QN Economia & Lavoro e Traderlink che è partito il 3 febbraio e si concluderà il 3 aprile all’Hotel Carlton di Bologna con il gran finale e l’interazione diretta con i relatori.

L’attività di trading, spiega Tony Cioli Puviani, non può essere oggettivamente standardizzabile. E chi si avvicina al trading e vuole imparare, per cercare magari di essere profittevole, non può avere un ordinato percorso segnato. Ognuno, infatti, ha caratteristiche differenti dal punto di vista emotivo, culturale e psicologico. La percezione del rischio è dovuta sia a motivi oggettivi che soggettivi. E l’utilità marginale del denaro cambia non solo di persona in persona ma anche per la stessa persona in base ai momenti e alle circostanze.

Fatta questa premessa «per me è evidente – spiega uno dei top trader italiani – che il trading debba essere interpretato cercando di adattare le proprie caratteristiche alle svariate tecniche esistenti, tenendo conto che, essendo l’imprevedibilità dei mercati un assioma assoluto, più che le tecniche d’entrata e di uscita di un trade, quello che conta è la gestione dell’operazione e il relativo ‘money management’, la gestione del rischio e la massimizzazione dei profitti.

Ma qual è il segreto del successo del ‘tradare’ di Tony Cioli Puviani? «La mia metodologia essenzialmente si basa sulla ricerca della dissonanza». Uno stile operativo comunemente detto ‘di pancia’ perché gli impulsi che muovono le scelte non avvengono secondo criteri predeterminati e formalizzabili, bensì tramite impulsi istintivi che, almeno apparentemente, non farebbero ricorso alla razionalità.

Nella dispensa, Cioli Puviani paragona la sua attività di scalping (l’apertura e chiusura di posizioni) all’ascolto di un concerto di musica sinfonica. Tradare quindi è come assistere a un concerto dove il fine è costituito, anziché dal complesso della musica, dal book che viene tradato, ovvero l’insieme degli scambi sui contratti derivati sugli indici Ftse Mib (Borsa di Milano) o sul Dax (Francoforte).

Oltre all’osservazione del book, Cioli Puviani segue pochi ma importanti parametri. Il Dax future (il pianoforte, lo strumento più importante), gli archi (il mini S&P future), gli ottoni (il cambio eurodollaro) e infine i coristi (i titoli del paniere). E ascoltando questo concerto finanziario, finchè tutto fila lascio «non mi muovo aspettando con impazienza la stonatura». La dissonanza, l’anomalia «da sfruttare con il mio scalping».

Nella guida Tony Cioli Puviani spiega, facendo riferimento al suo modo di tradare, esempi concreti di dissonanze, di stonature del concerto che l’occhio umano, più che le ‘macchinette’, può e sa cogliere. Ricordando però, che ‘non esistono pasti gratis’. Quindi non esiste la possibilità di guadagnare senza correre rischi. I rischi devono essere prevenuti ma non demonizzati perché, si potrebbe dire, fanno parte del mestiere del trader.