Il bonus al 110% doveva rilanciare il settore edile ma l’effetto è stato modesto
Il bonus al 110% doveva rilanciare il settore edile ma l’effetto è stato modesto
di Antonio Troise Regole più semplici. Stop alla doppia certificazione urbanistica ed edilizia. Possibilità di accedere agli incentivi anche se la domanda di condono è ancora in corso. Proroga delle agevolazioni fino al 2023 ed estensione ad alberghi e pensioni. Il governo ingrana la quarta sul Superbonus al 110%. In gioco ci sono circa 18,5 miliardi di euro ma, attualmente, ne sono stati impegnati circa 1,8 miliardi, appena il 10%. Colpa, come ha ammesso lo stesso premier, Mario Draghi, delle norme troppo farraginose e degli inghippi burocratici...

di Antonio Troise

Regole più semplici. Stop alla doppia certificazione urbanistica ed edilizia. Possibilità di accedere agli incentivi anche se la domanda di condono è ancora in corso. Proroga delle agevolazioni fino al 2023 ed estensione ad alberghi e pensioni. Il governo ingrana la quarta sul Superbonus al 110%. In gioco ci sono circa 18,5 miliardi di euro ma, attualmente, ne sono stati impegnati circa 1,8 miliardi, appena il 10%. Colpa, come ha ammesso lo stesso premier, Mario Draghi, delle norme troppo farraginose e degli inghippi burocratici che fino ad ora hanno rallentato l’iter delle domande.

Non a caso, nelle ultime settimane, all’Agenzia delle Entrate sono arrivate circa 6.500 richieste di chiarimento: un dato che da un lato dimostra l’interesse per l’incentivo ma, dall’altro, conferma la complessità delle norme.

La versione 2.0 del Superbonus dovrebbe essere inserita nel decreto Semplificazioni che l’esecutivo approverà nella prima settimana di maggio. Ecco le novità in arrivo. Pratiche più veloci. Via libera al credito di imposta anche per chi ha in corso una domanda di sanatoria edilizia. Ovviamente, l’agevolazione dovrà essere restituita nel caso in cui la richiesta di condono non venisse accolta. L’operazione dovrebbe consentire di snellire le pratiche, soprattutto per le unità immobiliari più ampie e per i condomini dove l’eventuale difformità urbanistica in una singola unità abitativa rischiava di bloccare la pratica fin dall’inizio. Stop alla doppia certificazione. Nel nuovo testo dovrebbe essere prevista anche la possibilità di rilasciare lo stato legittimo degli edifici plurifamiliari anche in presenza di singole unità non a norma, escludendo solo queste ultime dai benefici. Stop anche all’obbligo della doppia conformità, urbanistica e paesaggistica. Estensioni. Il credito di imposta dovrebbe essere prorogato per l’intero 2023. Attualmente è prevista la possibilità di accedere ai benefici fino al 31 dicembre del 2022, ma solo per coloro che al 30 giugno dell’anno prossimo avranno completato almeno il 60% dei lavori previsti. Inoltre potranno accedere al superbonus anche gli alberghi e le pensioni. I controlli. Le verifiche saranno fatte ex post. Ma le cosiddette "asseverazioni di conformità urbanistica" dovrebbero riguardare esclusivamente l’esistenza del titolo edilizio legittimo senza procedere alle verifiche di conformità con lo stato di fatto dell’immobile.

Con le attuali regole, infatti, si è creato un collo di bottiglia dal momento che l’accesso a questa documentazione comporta un tempo di attesa variabile fra i 6 e i 12 mesi dal momento che gli archivi dei Comuni non sono digitalizzati. I numeri. Attualmente le pratiche presentate per il superbonus sono circa 12mila per un totale di 1,8 miliardi di agevolazioni richieste.