L’ultimo report dell’Enea certifica che a luglio sono oltre 5 miliardi di euro le detrazioni relative al Superbonus 110%
L’ultimo report dell’Enea certifica che a luglio sono oltre 5 miliardi di euro le detrazioni relative al Superbonus 110%
di Antonio Troise Dopo gli ultimi ritocchi nel Decreto Semplificazioni, il Superbonus edilizio al 110% (l’agevolazione che permette la riqualificazione energetica e antisismica dei propri immobili, sostanzialmente a costo zero) può ingranare la quarta. Antonio Piciocchi (foto in basso), leader del super-bonus per Deloitte, è uno degli esperti che più si è dedicato al nuovo incentivo. Traccia così un bilancio del primo anno e spiega nel dettaglio le novità introdotte dall’esecutivo. Ecco quali sono i motivi dell’incremento-boom delle richieste negli ultimi tre mesi. Partiamo dai numeri: come stanno andando le cose sul fronte delle ristrutturazioni? "L’ultimo report dell’Enea,...

di Antonio Troise

Dopo gli ultimi ritocchi nel Decreto Semplificazioni, il Superbonus edilizio al 110% (l’agevolazione che permette la riqualificazione energetica e antisismica dei propri immobili, sostanzialmente a costo zero) può ingranare la quarta. Antonio Piciocchi (foto in basso), leader del super-bonus per Deloitte, è uno degli esperti che più si è dedicato al nuovo incentivo. Traccia così un bilancio del primo anno e spiega nel dettaglio le novità introdotte dall’esecutivo. Ecco quali sono i motivi dell’incremento-boom delle richieste negli ultimi tre mesi.

Partiamo dai numeri: come stanno andando le cose sul fronte delle ristrutturazioni?

"L’ultimo report dell’Enea, aggiornato al 3 agosto, certifica che a luglio sono oltre 5 miliardi di euro le detrazioni relative al Superbonus 110%. Gli interventi con almeno un’“asseverazione“ protocollata sono oltre 32.000".

Dopo la fase iniziale in cui predominavano gli interventi su edifici unifamiliari e sulle unità indipendenti, ora vedono un forte incremento i lavori sui condomini, caratterizzati da importi più rilevanti. Come si spiega questa accelerazione?

"I motivi sono due: la stagione estiva che favorisce i lavori edili ma soprattutto il decreto Semplificazioni che ha risolto molti dei problemi che di fatto rallentavano o bloccavano i lavori sui condomini. Tutto questo ha determinato un vero e proprio boom delle domande".

Qual è la novità più significativa?

"Oggi per avviare i lavori Superbonus è sufficiente una comunicazione al Comune e non occorre più attestare lo stato legittimo dell’immobile, attività che richiedeva di recuperare i vecchi titoli edilizi tramite l’accesso agli atti depositati al Comune, con tempi difficilmente gestibili".

Qualcuno ha parlato di un condono mascherato.

"Non è così. Gli eventuali abusi edilizi rimangono sanzionabili; la novità è che non comportano la revoca dell’agevolazione Superbonus. Le semplificazioni, del resto, valgono solo per questa agevolazione".

Insomma, i condomini non rischiano più di dover restituire l’incentivo anche nel caso di piccole violazioni?

"Un’importante novità recata dal decreto Semplificazioni è l’irrilevanza delle violazioni formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo. Diversamente, nell’ipotesi in cui le violazioni riscontrate in fase di controllo siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, è stato previsto che la decadenza opera limitatamente al singolo intervento oggetto di irregolarità od omissione. Sono importanti passi avanti che consentono di guardare con rinnovata fiducia a questo strumento di rilancio dell’economia del Paese".

Tutto positivo dunque?

"In realtà ci sono molti aspetti che devono essere migliorati, il primo fra tutti riguarda il troppo limitato orizzonte temporale. Infatti per il Superbonus occorre terminare i lavori entro il 30 giugno 2022 con delle eccezioni. I condomini hanno come scadenza il 31 dicembre 2022. Per gli edifici da 2 a 4 unità il termine si estende al 31 dicembre 2022 ma solo se entro il 30 giugno 2022 vengono completati lavori per il 60%. Per IACP e altri istituti di social housing il termine è al 30 giugno 2023 (se entro tale data vengono completati lavori per il 60% del totale, il termine si estende al 31 dicembre 2023). Di fronte al boom delle domande le imprese possono rispondere solo investendo nell’incremento della capacità produttiva, cosa che richiede la certezza di un orizzonte temporale almeno fino a tutto il 2023".