di Daniele Monaco

Visitare un museo da remoto, spostandosi tra le sale ai comandi di un robot che permette di interagire con gli altri visitatori in tempo reale: è solo uno tra i servizi che la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea potrà sperimentare nei prossimi giorni con Double 3, il device di telepresenza robotica arrivato dagli Stati Uniti tramite Beyond International, società milanese di consulenza in leadership e innovazione manageriale legata ai future trend.

"Il lockdown ha messo in luce le potenzialità della tecnologia in termini di accesso alla cultura, ma questo è solo l’aspetto funzionale più semplice e immediato – spiega Cristiana Collu, direttrice della Galleria –. Da 30 anni infatti i musei sono territori di sperimentazione e innovazione per la fruizione attraverso altri strumenti, mentre la telepresenza robotica apre nuovi scenari anche da un punto di vista tecnico e organizzativo". Accompagnare un’opera d’arte in viaggio, facilitare la comunicazione tra restauratori, curatori di mostre e storici dell’arte, consentire visite private per studiare un pezzo non esposto al pubblico, organizzare tour guidati per sezioni specifiche: sono alcune funzionalità di Double 3 più vicine agli addetti ai lavori che non alle grandi platee.

La Galleria, casa di circa 20mila opere delle principali correnti artistiche dall’Ottocento a oggi, lo ha già utilizzato nel corso di uno scambio con il museo Marmottan di Parigi: "Le cabanon du Jourdan" di Paul Cézanne è andato Oltralpe, mentre "Le pont japonais" di Claude Monet è arrivato nel museo capitolino, dove Double 3 ha permesso al curatore francese di collegarsi da remoto per "accoglierlo" nella nuova sede temporanea.

"Le relazioni fra istituzioni culturali non possono essere sostituite da un robot, ma nemmeno interrotte in un periodo complicato come il post-lockdown – spiega Collu –. Se il curatore non può viaggiare insieme all’opera data in prestito, la telepresenza gli permette di affidarsi ai colleghi del museo di destinazione, per monitorare le condizioni di sicurezza dell’allestimento". Il device può quindi facilitare la collaborazione tra professionisti, come i restauratori che possono interagire e confrontarsi in diretta. Un aspetto che tuttavia ritorna pensando anche ai visitatori. "Oggi l’arte è la forma dell’esperienza e ‘artista’ è colui che crea una relazione tra il soggetto e la sua produzione – osserva Collu –. La cosa più interessante della telepresenza robotica è che funziona solo se c’è qualcuno dall’altra parte, perché crea una relazione ‘live’ che non viene mai a mancare, proprio come avviene nella fruizione dell’arte. Questo fa quindi di Double 3 non solo una semplice macchina, ma un servizio che può favorire un’accessibilità ancora più democratica al museo".