Via i cinesi, dentro i tedeschi. Il porto di Amburgo diventa primo azionista della piattaforma logistica del Porto di Trieste, rilevando il 50,1% dagli imprenditori Francesco Parisi e Vittorio Petrucco. Comincia così, con il passaggio di proprietà a Hamburger Hafen und Logistik Ag, prevista entro fine anno, il...

Via i cinesi, dentro i tedeschi. Il porto di Amburgo diventa primo azionista della piattaforma logistica del Porto di Trieste, rilevando il 50,1% dagli imprenditori Francesco Parisi e Vittorio Petrucco. Comincia così, con il passaggio di proprietà a Hamburger Hafen und Logistik Ag, prevista entro fine anno, il percorso per realizzare il Molo VIII e riconvertire la Ferriera di Servola. Sull’accordo, annunciato ieri, si lavorava dalla seconda metà 2019, quando una fase di stallo del dialogo con China Merchants e la scadenza dell’esclusiva richiesta dai cinesi hanno visto la Piattaforma Logistica Trieste aprirsi all’interesse tedesco. Il colosso asiatico pare intenzionato a tentare in futuro nuove collaborazioni direttamente con i tedeschi, che hanno dimostrato di saper fare affari con la Cina, pur senza inscenare le parate romane che tanto hanno irritato gli Usa al tempo della sottoscrizione del memorandum d’intesa.

Hhla, l’acquirente, è quotata in Borsa ma controllata dalla municipalità di Amburgo, che dello scalo tedesco gestisce tre terminal container su quattro. Hhla raddoppierà il capitale societario all’inizio del 2021, con un’iniezione da 12,5 milioni che garantirà la maggioranza del cda e l’ad. Il nuovo partner industriale ha risorse in abbondanza e molte ne serviranno. Il terminal costerà infatti 150 milioni tra smantellamento dell’area a caldo e creazione dei piazzali, più altri 100 per edifici, ferrovia e raccordo autostradale. Per il primo lotto del molo container serviranno da 100 a 300 milioni, che diventano un miliardo per raggiungere la massima estensione prevista.

Elena Comelli