Bruno Villois Il decreto Sostegno, il quinto – ma non l’ultimo – dedicato ai sussidi economici, prosegue sulla stessa linea dei precedenti. Il problema è che il sistema economico è in ginocchio e l’unica ricetta che può raddrizzarlo costituita da un rilancio corposo e duraturo, i cui presupposti debbono...

Bruno

Villois

Il decreto Sostegno, il quinto – ma non l’ultimo – dedicato ai sussidi economici, prosegue sulla stessa linea dei precedenti. Il problema è che il sistema economico è in ginocchio e l’unica ricetta che può raddrizzarlo costituita da un rilancio corposo e duraturo, i cui presupposti debbono essere definiti già in questo periodo che, almeno nelle attese, dovrebbe rappresentare l’ultimo miglio verso l’uscita della pandemia, grazie ai vaccini.

Il Next Generation Eu è il caposaldo, grazie ai quasi 200 miliardi che porterà nel nostro Paese, ma da solo rischia di essere fine a se stesso.

Serve un’iniezione di novità e la collaborazione di tutte le componenti socio economiche del Paese: politica, corpi intermedi, banche e assicurazioni. Troppe le distonie operative e i ritardi per l’istruzione, la salute, l’assistenza agli anziani, la giustizia, sopratutto civile e amministrativa, ma anche gli investimenti pubblici e privati, la maxi evasione, il tutto condito da un senso di appartenenza che, da anni, si riscontra solo verso la Nazionale di calcio quando raggiunge la finale dei Mondiali. Si deve riprogettare il Paese, con tutte le novità che cambieranno il nostro modus vivendi, dall’e-commerce allo smart working e all’intelligenza artificiale e la robotica diffusa.

L’illuminato premier Draghi deve, fin da subito, orientare e indirizzare l’opera del governo nella direzione di costruire un ’dopo’ che sappia trasformare le sfide in vittorie. Aspettare il dopo Covid per definire il programma è perdente per noi e per chi verrà dopo.