Andrea Orcel, 58 anni, è l’amministratore delegato di Unicredit dal marzo del 2021
Andrea Orcel, 58 anni, è l’amministratore delegato di Unicredit dal marzo del 2021
"Era ben noto ad entrambe le parti sin dall’inizio che l’operazione sarebbe stata possibile solo previo un ulteriore apporto significativo di capitale in Mps. Ciò che invece è emerso nelle discussione è che l’ammontare di capitale necessario era più significativo di quanto il Mef si aspettasse e quindi è stato considerato dal Mef eccessivo". E’ uno dei passaggi essenziali dell’audizione dell’ad di...

"Era ben noto ad entrambe le parti sin dall’inizio che l’operazione sarebbe stata possibile solo previo un ulteriore apporto significativo di capitale in Mps. Ciò che invece è emerso nelle discussione è che l’ammontare di capitale necessario era più significativo di quanto il Mef si aspettasse e quindi è stato considerato dal Mef eccessivo".

E’ uno dei passaggi essenziali dell’audizione dell’ad di Unicredit Andrea Orcel davanti alla commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario, presieduta dalla pentastellata Carla Ruocco. Il motivo della convocazione era fare luce sul fallimento della trattativa tra Ministero dell’Economia e UniCredit. Orcel ha ribadito quanto affermato più volte dopo lo stop. Aggiungendo che "il marchio Mps, con una storia di quel tipo, ha valore. Avevamo prospettato varie alternative per tentare di valorizzarlo, tenendo conto del fatto che un’aggregazione tra istituti plurimarche è complicata, e un brand ha impatto quanto più univoco possibile". E infine confermando che il presidente Pier Carlo Padoan "dal primo momento della trattativa con Mps ha deciso di astenersi da qualunque decisione perché non ci fosse nessun dubbio su conflitti d’interesse". Ma sulla risposta di quanto capitale in più avrebbe voluto, Orcel ha fatto leva sull’accordo di riservatezza e ha chiesto la secretazione.

E’ toccato poi a Guido Bastianini, ad di Banca Mps, rispondere ai commissari. Soprattutto sul nuovo piano industriale che dovrà preparare la banca in vista della proroga chiesta alla Ue. "La predisposizione del nuovo piano richiederà ancora qualche settimana. Sull’ammontare dell’aumento di capitale che verrà chiesto al mercato se ve l’avessi detto oggi, avrei già completato il piano. Dovremo rivedere il perimetro del gruppo, cercando di eliminare le componenti non profittevoli. Sul dossier esuberi, non riusciremo a rispettare i target 2021 fissati con la Ue, 20.085 dipendenti rispetto ai 21.297 attuali. Il costo per incentivare 4mila esuberi sarebbe di 950 milioni, con riduzione di costi di 315 milioni annui".

P.D.B.