IL MONTENEGRO ha un’aspirazione fondamentale: quella di entrare in un prossimo futuro nell’Unione Europea. A che punto sono i negoziati?

«Dal rinnovo dell’indipendenza Montenegro ha realizzato degli importanti progressi su questo piano – risponde Sanja Vlahovic, ambasciatore del Montenegro in Italia – tra cui quelli più notevoli sono certamente l’ingresso nella Nato ed il progresso dei negoziati di accesso all’Ue. Ad oggi sono aperti 32 capitoli di negoziati e siamo pronti per aprire l’ultimo capitolo relativo alla politica sulla concorrenza, mentre 3 si sono già chiusi con successo. Il nostro paese si prepara molto seriamente per l’ingresso nella Ue, lavorando quotidianamente sul miglioramento dell’intero sistema».

Il Montenegro è in una fase di forte crescita economica. Com’è andata negli ultimi anni e quali sono le prospettive future?

«Il Montenegro sta realizzando un’ottima crescita economica, cosi come testimoniano i parametri degli scorsi anni. Sotto una forte influenza degli investimenti diretti, il nostro paese ha realizzato una crescita di oltre il 2,5% nel primo trimestre del 2019 e addirittura 3,7 % nel 2018. Questo indica il successo degli obiettivi di politica economica indirizzati verso la crescita degli investimenti e delle esportazioni. La crescita del fatturato nel turismo, uno dei principali settori dell’economia, supera l’8,5%. La crescita reale del Pil si aggira quest’anno 2,8% mentre nel 2020 le previsioni sono del 2,3% per arrivare nel 2021 al 2,4».

I legami con l’Italia e con l’Europa sono sempre stati molto forti. E’ diffusa la conoscenza dell’italiano?

«Vi sono delle ragioni storiche che sono alla base dell’affinità culturale oltre che linguistica del popolo montenegrino con il popolo italiano; non solo la vicinanza geografica ma anche perché la lingua italiana è studiata a scuola e nelle università. Siamo molto lieti del fatto che un numero significativo dei nostri cittadini parli correntemente la lingua italiana e che è sempre più grande l’interesse dei giovani a studiarla. Crediamo che l’apertura dell’istituto culturale italiano “Dante Alighieri” in Montenegro sarebbe un importante incentivo».

Siete soddisfatti di avere l’euro come moneta?

«Il Montenegro ha deciso di avere l’euro come moneta per due fondamentali ragioni: stabilità del nostro sistema monetario (minacciato dall’iperinflazione per motivi esogeni) e la possibilità di rendere semplici gli investimenti. Avere l’euro come valuta, ci ha fatto sentire già parte della comunità europea».

L’Italia ha già un’importante presenza economica, soprattutto nel settore energetico e infrastrutturale. Quali sono gli altri comparti dove si presentano nuove opportunità?

«Uno degli investimenti più importanti, è il progetto della costruzione del cavo sottomarino dell’italiana Terna. Questa collaborazione sta creando un nuovo collegamento tra Italia e Montenegro, ma anche tra tutta la nostra regione ed il resto dell’Europa. Siamo molto lieti che tante imprese italiane lavorino con Montenegro nei settori dell’energia, turismo, agricoltura, costruzioni ma anche nei campi della istruzione, ricerca scientifica e della cultura. La presenza di Confindustria in Montenegro e l’apertura del loro ufficio di rappresentanza a Podgorica, significa che il Montenegro è un punto di interesse per le imprese italiane. L’anno scorso, alla presenza del Presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, è stato organizzato un importante convegno a Milano, in cui hanno partecipato oltre duecento rappresentanti delle imprese italiane interessate a interagire con il Montenegro».

Il maxiprogetto dell’autostrada che dal porto di Bar arriverà a Belgrado è già in gran parte appaltato ai cinesi: c’è ancora spazio per le imprese italiane?

«Lei ha già sottolineato che il progetto della costruzione della autostrada Bar – Boljare (confine con la Serbia) rappresenta un progetto di grande importanza ma è anche di grande “volume”. Questo significa che ci saranno tante possibilità per altre imprese che potrebbero essere interessate a fare pare parte dello sviluppo e dell’implementazione del progetto».

Ci sono molti progetti in corso in campo immobiliare e turistico, fra cui lo sviluppo di Portonovi, in cui è coinvolta la Pizzarotti di Parma. Ce ne saranno altri?

«Ci sono tanti progetti importanti nel settore del turismo nel sud, come per esempio Portonovi, Lustica Bay, Porto Montenegro o Porto Skadar Lake, ma anche progetti importanti al nord, dove si trovano alcune bellezze naturali, anche sotto la protezione dell’Unesco. In uno dei bellissimi parchi nazionali, nasce un centro sciistico, Kolašin 1450, con degli alberghi e alcune delle più belle piste da sci. Tanti alberghi e centri turistici stanno lavorando con le imprese italiane di arredamento e design».

A livello di Pmi, può consigliare le opportunità migliori alle imprese dell’Emilia-Romagna?

«Il Montenegro fonda il proprio sviluppo economico sui settori di energia, turismo, agricoltura e di sviluppo sostenibile. Altri comparti importanti sono il settore dei servizi, quello finanziario e l’immobiliare. Proprio in questi ultimi vi sono delle opportunità per le Pmi provenienti dalla Regione Emilia Romagna che, con il know how accumulato negli anni, può rappresentare un bacino importante nel trasferimento di conoscenze e best practices. Seppure distanti fisicamente la morfologia e risorse naturali potrebbero presentare delle somiglianze, soprattutto se parliamo di turismo, agricoltura o energia. Sono convinta che un’informazione più completa sulle agevolazioni, soprattutto le favorevoli aliquote fiscali e gli stimoli sulle politiche di impiego, possano diventare una buona base per una sempre più piena collaborazione».