Lunedì 15 Luglio 2024
PINO DI BLASIO
Economia

Il Mef mette in vendita il 25% di Mps. Il pacchetto vale 920 milioni di euro

Procedura accelerata, riservata a investitori istituzionali. Il Tesoro scenderà al 39,2 per cento

La sede di Monte dei Paschi di Siena in piazza Salimbeni a Siena (Ansa)

La sede di Monte dei Paschi di Siena in piazza Salimbeni a Siena (Ansa)

Roma, 21 novembre 2023 – In meno di mezz’ora il consorzio di banche costituito da Bank of America Europe, Jefferies e UBS Europe in qualità di joint global Coordinators e Joint Bookrunners, ha ricevuto prenotazioni e ordini per il 50% in più delle 252 milioni di azioni di Banca Mps, collocate presso investitori qualificati in Italia e investitori istituzionali all’estero. Si è trattato letteralmente di una vendita a blocchi accelerata, che ha drasticamente cambiato la governance del Monte dei Paschi di Stato e lanciato alla Commissione Europea e alla Bce un segnale chiaro della volontà di privatizzare e far tornare sul mercato la banca più antica del mondo, con 551 anni di vita.

Dall’annuncio del Ministero dell’Economia e Finanze di collocare attraverso le banche del team il 25% del capitale del Monte, pari a 314 milioni di azioni, al completamento degli ordini è passato pochissimo tempo. Ed è stato proprio il successo dell’operazione a fissare uno sconto sul valore delle azioni del 4,9%, quindi a un valore di 2,92 euro rispetto a 3,07 di Borsa di ieri. Per il Ministero una plusvalenza di 300 milioni di euro in un anno, visto che 314 milioni di azioni in occasione dell’aumento di capitale valevano 2 euro ciascuna. Con 920 milioni di euro incassati, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il suo uomo delle partecipate e delle campagne di privatizzazione Marcello Sala, hanno piantato una bandierina importante nel risiko delle vendite degli asset di Stato.

Nell’ambito della vendita del 25% del Monte dei Paschi è previsto che il Ministero si impegni con le banche del consorzio a non vendere sul mercato ulteriori azioni della Banca per 90 giorni senza il consenso degli stessi Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, come da prassi di mercato. I termini finali dell’operazione saranno comunicati al termine del collocamento. Sono due le conseguenze più evidenti della vendita di ieri: il Tesoro è sceso sotto il 50% del capitale di Banca Mps, ora è al 39,2%, e diventa così una presenza meno ingombrante nel percorso di privatizzazione di Rocca Salimbeni. Eventuali partner e potenziali aggregatori di un ipotetico terzo polo bancario avranno un alleato che è tornato attraente per gli investitori. Un segnale importante anche verso l’Europa, una vendita in anticipo di un anno rispetto alle scadenze fissate dalla Commissione e con la perdita della maggioranza assoluta del capitale della banca.

Le reazioni più celeri arrivano da esponenti di Forza Italia. "Su Monte dei Paschi di Siena, con l’avvio della procedura accelerata di raccolta ordini per la cessione di azioni corrispondenti a circa il 25% del capitale sociale, andiamo nella direzione auspicata. Una mossa strategica nel contesto delle privatizzazioni del nostro Paese, che assicura al contempo la valorizzazione del patrimonio bancario nazionale", ha affermato Sandra Savino, sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia si è dichiarato sicuro che "i mercati apprezzeranno l’iniziativa del MEF. Per salvare Mps dal fallimento e tutelare i cittadini fu necessario l’intervenire dello Stato. Ora fa bene il governo a privatizzare".