Anche per un piccolo impero come quello di Menchetti, l’emergenza Covid ha voluto dire meno fatturato, dipendenti in cassa integrazione ma, soprattutto, ha rappresentato una prova importante a livello umano, rimettendo in discussione certezze e piani per il futuro: "Per noi è stato devastante dal punto di vista mentale – ha spiegato Corrado Menchetti – ci siamo ritrovati con 35 persone al lavoro su 300 dipendenti, e abbiamo perso circa il 20% del fatturato di un anno. Inoltre, non avevamo nessuna certezza in merito alla ripresa, temevamo che dopo un’esperienza del genere i consumi sarebbero cambiati, non eravamo sicuri di come la clientela avrebbe reagito al momento della riapertura. Insomma, è iniziato un periodo pieno di incognite e di cattivi pensieri".

Ma i dubbi sono stati fugati nel giro di qualche giorno: alla riapertura, la clientela si è ripresentata, affezionata come e forse anche più di prima, tanto che nei mesi estivi il panificio ha lavorato ai livelli di sempre, quelli di prima della pandemia. Adesso, Menchetti come migliaia di altre realtà d’Italia si ritrova a fronteggiare un’altra chiusura, più soft rispetto ai mesi primaverili, ma non per questo meno severa. Tanto è vero che l’85% dei dipendenti è tornato in cassa integrazione da quando la Toscana è entrata nella cosiddetta ‘zona rossa’: "Cassa integrazione che, come è successo la scorsa primavera, anticiperemo noi – sottolinea Menchetti – ai ragazzi abbiamo spiegato la situazione e hanno capito. Tutti noi speriamo che questa volta il periodo di chiusura sia molto più breve, queste sembrano anche le indicazioni che arrivano dalle istituzioni, e vogliamo sperare in un dicembre con ritmi di lavoro più alti, in un Natale che possa portare una boccata di ossigeno per tutti. Per noi il divieto di consumazione all’interno del locale crea un danno economico importante, viene meno la stessa idea di socialità che è alla base del nostro lavoro".

Come da lunga tradizione imprenditoriale, però, la famiglia Menchetti si è data da fare per superare l’impasse. Stavolta la clientela si è subito adeguata ai nuovi ritmi: fino a qualche settimana fa l’offerta era stata rimodulata a seconda delle fasce orarie di apertura, trovando subito buoni riscontri. In queste settimane la sfida è quella del consumo da asporto. Non c’è solo la pizza tra le proposte del panificio: si possono trovare piatti caldi o freddi, offerte semplici e genuine da gustare in ufficio oppure a casa, o seduti su una panchina, nel rispetto delle disposizioni anti Covid. In questa fase, è importante anche la pubblicità e in tal senso la famiglia Menchetti non ci ha pensato su troppo a lungo: è già iniziata la campagna sui social e sui giornali per far conoscere alla clientela proposte e specialità, nell’attesa di un futuro prossimo migliore.

Dory Danzeo