di Elena Comelli Le chiusure dei locali pesano sui conti di Campari, che ha chiuso il 2020 con un calo dell’utile netto che ha sfiorato il 40% rispetto all’anno precedente, pari a 187,9 milioni di euro. L’utile netto rettificato è stato pari a 202,1 milioni, in flessione del 24,4% sul 2019. L’anno è stato fortemente impattato dalle misure restrittive per frenare la pandemia di Covid-19, ma a ben guardare ha beneficiato dal cosiddetto effetto staycation, cioè dalle vacanze...

di Elena Comelli

Le chiusure dei locali pesano sui conti di Campari, che ha chiuso il 2020 con un calo dell’utile netto che ha sfiorato il 40% rispetto all’anno precedente, pari a 187,9 milioni di euro. L’utile netto rettificato è stato pari a 202,1 milioni, in flessione del 24,4% sul 2019. L’anno è stato fortemente impattato dalle misure restrittive per frenare la pandemia di Covid-19, ma a ben guardare ha beneficiato dal cosiddetto effetto staycation, cioè dalle vacanze passate a casa propria.

Niente aperitivo al bar, dunque, ma più spritz Aperol a casa, con una sostanziale tenuta per l’etichetta regina che da sola vale quasi un quinto delle vendite di tutto il gruppo. La crisi dell’aperitivo fuori casa ha impattato soprattutto sulle vendite in Italia, con un calo del fatturato del 17,4%.

Fortunatamente per Campari, l’ampia diversificazione geografica ha consentito di parare il colpo, grazie alla "crescita continua e sostenuta nei mercati a elevata esposizione" al consumo d’asporto, come Stati Uniti, Canada, Australia e Nord Europa, che insieme fanno oltre il 60% del fatturato del gruppo, a fronte del 17,1% 1n Italia. Campari ha così chiuso l’esercizio con 1,77 miliardi di euro di ricavi e una flessione delle vendite limitata al 3,8%. Le prospettive di Campari sul 2021, però, "rimangono caute, principalmente a causa dell’incertezza legata alle restrizioni in corso e ai piani di somministrazione delle vaccinazioni, con conseguente impatto sui tempi di ripresa dei canali legati agli esercizi commerciali, in tutte le aree geografiche", ha spiegato il ceo di Campari, Bob Kunze-Concewitz, che sottolinea come i marchi del gruppo, malgrado ciò, siano "molto in salute e fortemente rilevanti per i consumatori".

"Nel lungo termine, ritenendo che la convivialità e la socialità intrinseche all’esperienza di consumo nel canale on-premise rimangano aspetti essenziali nello stile di vita dei consumatori, rimaniamo fiduciosi rispetto a uno sviluppo favorevole del nostro business, grazie allo stato di salute dei nostri brand", ha aggiunto Kunze-Concewitz. Nel frattempo "continueremo a sfruttare gli investimenti digitali e online, insieme a un approccio dinamico multicanale, per adattarci rapidamente alla nuova normalità di mercato, in particolare per quanto riguarda il canale e-commerce".

Il Consiglio proporrà ai soci un dividendo di 0,055 euro per azione, in linea con l’anno precedente.