Emmanuele Massagli, presidente del Centro Studi Adapt
Emmanuele Massagli, presidente del Centro Studi Adapt
"I dati di Pil e occupazione vanno nella stessa, positiva, direzione. Ma non alla stessa velocità. E questo nel breve periodo potrebbe produrre una ripresa senza occupazione. Tanto più se non si procederà ad accompagnare questa fase con politiche attive efficaci e eliminando vincoli e limiti alle assunzioni, anche a termine, che sono le più richieste in una stagione di rimbalzo". È netto Emmanuele Massagli, presidente di Adapt, il Centro studi fondato da Marco Biagi. Il Pil corre, ma l’occupazione recupera meno. Che cosa significa? "In termini sociali e politici è uno...

"I dati di Pil e occupazione vanno nella stessa, positiva, direzione. Ma non alla stessa velocità. E questo nel breve periodo potrebbe produrre una ripresa senza occupazione. Tanto più se non si procederà ad accompagnare questa fase con politiche attive efficaci e eliminando vincoli e limiti alle assunzioni, anche a termine, che sono le più richieste in una stagione di rimbalzo". È netto Emmanuele Massagli, presidente di Adapt, il Centro studi fondato da Marco Biagi.

Il Pil corre, ma l’occupazione recupera meno. Che cosa significa?

"In termini sociali e politici è uno scenario che merita attenzione. Proprio in ragione dei processi di ristrutturazione in atto nelle aziende e della inevitabile selettività della ripresa, non accessibile alle imprese che non sono riuscite a superare l’inaspettata crisi pandemica e hanno definitivamente chiuso i battenti, è probabile che nel breve periodo si osservi il fenomeno della ’ripresa senza occupazione’ (jobless recovery)".

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Che effetti comporta?

"Si tratta di una situazione delicata perché i lavoratori che perderanno il posto di lavoro o continueranno i periodi di cassa integrazione sentiranno i media celebrare tassi di crescita mai conosciuti dal Dopoguerra ad oggi, leggeranno indicatori economici nazionali eccezionali e confronteranno questa narrazione con il perdurare della propria problematica situazione. La conseguenza potrebbe essere quella di un comprensibile scoraggiamento, che solitamente porta alla inattività e quindi alla cessazione della ricerca di lavoro o di un rigetto violento delle continue semplificazioni mediatiche, da manifestarsi con azioni rumorose di protesta".

Una trappola tra crescita e non lavoro.

"Certo e accadrà che tanti che stanno cercando nuova o migliore occupazione finiscano con il domandarsi come sia possibile soddisfare queste richieste delle imprese, senza trovare però servizi privati e pubblici in grado di rispondere alla loro esigenza di formazione e politica attiva. Non a caso da più parti si fa notare al governo che il potenziamento delle politiche attive in questa fase di crescita è ancor più importante della riforma degli ammortizzatori".

Quali strumenti potrebbero aiutare a fronteggiare il paradosso che indica?

"In un momento di “rimbalzo“ economico non poco aiuterebbe liberare il lavoro di tutti i vincoli normativi che impediscono il naturale incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche quando temporaneo. È quindi ragionevole immaginare un intervento sui contratti a termine più poderoso del confuso emendamento approvato nel decreto Sostegni bis, che vada nella direzione del superamento delle causali. Allo stesso modo si potrebbero mettere in cantiere misure di riduzione del costo del lavoro per incentivare l’assunzione di giovani e donne, le categorie più colpite dalla crisi occupazionale".