Il Centro studi di Confindustria vede segnali di ripresa nella produzione industriale
Il Centro studi di Confindustria vede segnali di ripresa nella produzione industriale
di Elena Comelli Il Fondo Monetario promuove l’Italia e rivede al rialzo le stime di crescita per quest’anno. Nel 2021 è previsto un robusto +4,3% e nel 2022 un +4% per il Pil italiano. In aprile il Fondo aveva previsto invece una crescita del 4,2% per il 2021 e del 3,6% per il 2022. Le previsioni positive del Fondo sono avvalorate anche dal recupero della produzione industriale registrato da Confindustria. Dopo la ripresa già segnalata nel primo trimestre...

di Elena Comelli

Il Fondo Monetario promuove l’Italia e rivede al rialzo le stime di crescita per quest’anno. Nel 2021 è previsto un robusto +4,3% e nel 2022 un +4% per il Pil italiano. In aprile il Fondo aveva previsto invece una crescita del 4,2% per il 2021 e del 3,6% per il 2022. Le previsioni positive del Fondo sono avvalorate anche dal recupero della produzione industriale registrato da Confindustria. Dopo la ripresa già segnalata nel primo trimestre (+0,9%), la variazione acquisita nel secondo trimestre è di +0,5%. Il crescente ottimismo degli imprenditori italiani emerge dall’indice di fiducia, che è salito in maggio sui livelli massimi dall’autunno del 2017, in linea con il miglioramento della crisi sanitaria e l’allentamento delle restrizioni. E le pressioni sulla capacità produttiva preannunciano anche un’espansione della forza lavoro.

Il Fondo Monetario, da parte sua, "elogia le autorità italiane per le scelte politiche forti e decisive, che hanno attutito l’impatto sociale ed economico della pandemia" e segnala come "nel 2021 è prevista una solida ripresa" anche se "permane una grande incertezza". Per questo "sarà necessario mantenere politiche di sostegno fino a quando la ripresa non si sarà rafforzata", anche se il Fondo prevede per quest’anno un deficit dell’11,8% e un debito al 160% per lo Stato italiano.

La politica di bilancio dovrebbe continuare a fare da cuscinetto ai danni da pandemia tramite misure temporanee e mirate, "insieme a un credibile piano di riduzione del debito pubblico nel medio termine", osserva il Fmi. Nel rapporto sull’Italia si sottolinea che "l’attuazione rapida delle riforme strutturali sarà fondamentale per sostenere gli investimenti nell’ambito del Pnrr, per stimolare la crescita potenziale e promuovere un’economia verde". In questo senso sarà essenziale riuscire a mobilitare la finanza privata. Il tema è stato al centro della prima tappa del G20, promosso dalla presidenza italiana.

Il ministro dell’Economia Daniele Franco ha annunciato in apertura dei lavori che l’Italia intende getttare "le basi per una ripresa prolungata e sostenuta". Che passa per gli investimenti in infrastrutture - dove la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen parla di un gap da 2.500-3.000 miliardi di dollari l’anno - e che il governo punta a velocizzare con il Decreto semplificazioni.