Colpo di scena alla vigilia di quella che si presentava come una tranquilla assemblea di bilancio. Oggi alla riunione dei soci di Generali non ci sarà Francesco Gaetano Caltagirone. Un’assenza di peso che apre scenari di battaglia anticipata in vista nel 2022 del rinnovo del board e del ceo Philippe Donnet della principale compagnia italiana e tra le prime d’Europa. Caltagirone non solo è vicepresidente Generali ma anche il secondo singolo azionista il 5,63%, dietro a Mediobanca (12,93%) e davanti a Leonardo Del Vecchio (4,82%) e i Benetton (3,97%) mentre il 40,6% della compagnia del Leone fa capo a investitori istituzionali e il 24,1% al retail. Ieri allo scoccare delle 12 – scadenza per il deposito delle azioni – è arrivata la conferma che Caltagirone non parteciperà oggi al voto sul bilancio che aveva invece votato nel cda. L’imprenditore romano e il patron di Essilor-Luxottica (che parteciperà all’assemblea di oggi) non avrebbero condiviso alcune scelte di Donnet, dall’acquisizione del 24,4% di Cattolica all’ipotesi, poi abbandonata, di cedere il pacchetto di controllo di Banca Generali fino alla recente riorganizzazione della prima linea manageriale. Ma il più forte motivo di dissenso sarebbe riconducibile all’assenza di una strategia per una grande alleanza internazionale.

a. pe.