Compravendite e prezzi in calo, com’era inevitabile nell’anno del Covid. Ma il mercato immobiliare si avvia a chiudere un 2020 non così negativo come la pandemia avrebbe fatto temere. Ed "esiste e resiste" come è emerso dall’ultima indagine del gruppo Tecnocasa. "Il primo effetto dell’emergenza sanitaria – spiega Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio studi Tecnocasa – si è visto sul numero delle compravendite" che, in base all’ultima rilevazione dell’Agenzia...

Compravendite e prezzi in calo, com’era inevitabile nell’anno del Covid. Ma il mercato immobiliare si avvia a chiudere un 2020 non così negativo come la pandemia avrebbe fatto temere. Ed "esiste e resiste" come è emerso dall’ultima indagine del gruppo Tecnocasa. "Il primo effetto dell’emergenza sanitaria – spiega Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio studi Tecnocasa – si è visto sul numero delle compravendite" che, in base all’ultima rilevazione dell’Agenzia delle Entrate, hanno registrato un miglioramento nel terzo trimestre (+3,1% sullo stesso periodo del 2019), atteso dopo la fine a maggio del primo lockdown, ma un calo sui nove mesi del 13,9%. Nelle grandi città si sono allungati i tempi di vendita (112 giorni, con Milano e Bologna le più veloci con rispettivamente 56 e 57) e le quotazioni sono scese in media dell’1% contro il meno 1,4% dei capoluoghi di provincia e lo 0,2% degli hinterland, favoriti dallo spostamento delle famiglie dai centri storici in cerca di appartamenti più grandi (almeno trilocali), con balconi o terrazzi, per le nuove esigenze del lavoro da casa.

Milano ha registrato ancora un rialzo dei prezzi (+2%) mentre a Firenze c’è stato un calo dell’1,5% e a Bologna del 2. Negli ultimi due anni Milano mostra un rialzo del 20,3% e in positivo sono anche Bologna e Firenze (+14,8% e +2,9%). Smart working e didattica a distanza degli atenei, oltre alla caduta degli affitti brevi turistici, hanno pesato sul mercato delle locazioni nelle grandi città (-0,2% i monolocali e -0,9% bilo e trilo) mentre sono aumentati gli affitti (+0,3% i bilo e +0,7% i trilocali) nei capoluoghi di provincia. In calo, dal 17,5 al 16,8% anche la quota di acquisti finalizzati alla locazione. Se il 2020 dovrebbe registrare una contrazione di almeno 100mila compravendite chiudendo tra le 500 e le 550mila transazioni e con prezzi in calo tra l’1 e il 3%, avverte Meliola, "il mercato immobiliare resta vivo" e dovrebbe recuperare nel 2021.

Anche grazie alla convenienza dei mutui con i tassi fissi (preferiti dall’83%), sotto l’1%. Così il 2020, grazie anche al ritorno delle surroghe, spiega Roberto Anedda, vice presidente del gruppo MutuiOnline, dovrebbe chiudersi in linea con il 2019 (attorno ai 50 miliardi di erogato) e il nuovo anno restare ancora molto favorevole sul fronte dei bassi tassi e della convenienza dei mutui.

Achille Perego