di Elena Comelli L’e-commerce naviga col vento in poppa, spinto dall’emergenza Coronavirus. Il caso italiano più eclatante è quello di Farmakom (www.farmakom.it), la piattaforma nata alla fine del 2016 per aiutare le farmacie a vendere online, a cui si sono affidate oltre 250 farmacie. Farmakom ha chiuso il primo semestre...

di Elena Comelli

L’e-commerce naviga col vento in poppa, spinto dall’emergenza Coronavirus. Il caso italiano più eclatante è quello di Farmakom (www.farmakom.it), la piattaforma nata alla fine del 2016 per aiutare le farmacie a vendere online, a cui si sono affidate oltre 250 farmacie. Farmakom ha chiuso il primo semestre del 2020 con un fatturato in crescita del +424% rispetto al 2019, un balzo incentivato dalla digitalizzazione che ha coinvolto il settore farmaceutico nei mesi scorsi. Farmakom (nella foto uno dei fondatori, Andrea Mangilli) prevede di proseguire nella crescita e di chiudere l’anno con un fatturato di 2,5 milioni di euro (+883% rispetto al 2019).

Fanno passi da gigante anche negli Stati Uniti le piattaforme di vendite online. DoorDash, il servizio di consegna di alimentari con sede a San Francisco, sta pianificando di quotarsi in Borsa entro fine anno. A febbraio, l’azienda aveva presentato alla Sec un’offerta pubblica “confidenziale”, senza l’obbligo di rendere pubblici i suoi rapporti finanziari. In quel momento DoorDash si era data una valutazione di 13 miliardi di dollari, ma adesso gli analisti la considerano sottostimata, perché DoorDash, come altre società analoghe, è diventata un’attività essenziale durante la pandemia. Anche i giganti cinesi dell’e-commerce stanno raccogliendo i frutti della crescita dell’online. Alibaba ha registrato un fatturato di 153,75 miliardi di yuan per il trimestre aprile-giugno, con un balzo del 34% per cento su base annua. Meituan Dianping, la più grande azienda cinese di servizi di consegna on-demand, ha registrato un utile netto di 2,2 miliardi di yuan.