Il Consiglio di Stato conferma la legittimità della riforma delle banche popolari. La VI sezione ha in parte dichiarato improcedibili e in parte rigettato i motivi di ricorso diretti a contestare la legittimità della riforma del 2015, che impone alle banche popolari con attivo superiore a 8 miliardi di trasformarsi in società per azioni. Il Consiglio di Stato ha ritenuto ragionevoli e proporzionate le misure previste per il conseguimento degli obiettivi di interesse generale, ha confermato la legittimità delle disposizioni varate dal governo Renzi con cui è stato prescritto un limite di attivo di 8 miliardi di euro, oltre il quale precludere l’utilizzo della forma giuridica della banca popolare e consentire lo svolgimento dell’attività bancaria con la forma della società per azioni.